lunedì 23 febbraio 2015

Recensione "Pink future" di Michele Botton

 

Titolo: "Pink future" 
Autore: Michele Botton
Casa editrice: GDS
Prezzo ebook: 2.49
TRAMA
In un futuro distopico, dove il 95% del potere politico, economico e sociale è in mano alle donne, l'uomo è relegato a un ruolo di secondo piano. I viaggi nel tempo però sono una realtà, una realtà inutile purtroppo, in quanto il passato è già scritto e immutabile. Dai giorni nostri Johan Sawyer si ritrova catapultato in questo futuro avverso. Braccato dal Comitato di tutela temporale riuscirà Johan a ritornare nel proprio tempo? Scoprirà che cercare di farsi beffe del futuro può essere molto, molto pericoloso...

RECENSIONE
Andrew Brown, esperto di viaggi nel tempo, nell'intento di prelevare illegalmente dal passato un libro appartenuto a un suo avo, l'equivalente di un download illecito ai giorni nostri, estrapolerà per errore anche il bibliotecario Johan, costringendolo in una fuga da Zoe, rappresentante del CTT, l'antipirateria del futuro.
Johan viene trasportato nel 2114, dove il ruolo di genere si è ribaltato, conseguenza di tanti anni di danni causati dall'uomo, cosicché la donna ora ricopre le più alte cariche e l'uomo investito dal senso di colpa è diventato quasi trasparente e anonimo.
La società con il gentil sesso ha risalito la china, ritrovando la pace, rispetto per l'ambiente, città più belle composte da palazzi dalle tinte pastello o a specchio, perché l'apparenza è sempre importante, efficienza della polizia, multiculturalità dei prodotti alimentari, pulizia dei luoghi pubblici, riduzione dei reati e degli incidenti stradali, grazie anche all'enorme sviluppo delle tecnologie.
Se da una parte abbiamo comfort, avanguardia e molti aspetti positivi, ci sono anche dei lati negativi, come la privacy che è stata quasi del tutto eliminata, la digitalizzazione dei libri, l'importanza dell'esteriorità che ha portato la donna ad assumere tratti e forme perfette con l'aiuto delle nascite personalizzate e della chirurgia avanzata, e infine i rapporti umani che sono ridotti a causa dell'uso massiccio di robot.
L'autore ci fa immaginare un mondo simile a quello di Extant, ma ci fa intuire che forse un genere non dovrebbe dominare sull'altro, ma ci dovrebbe essere un dialogo e una cooperazione tra le parti, e lo stesso vale per l'uso della tecnologia che dovrebbe migliorare la vita senza però prendere il posto dell'uomo.
E' una storia avvincente sulle orme di Ritorno al futuro, carica di immagini futuristiche che riempiono gli occhi e la mente, ma a causa di personaggi che amano più il loro lavoro che le relazioni, e un mondo dove gli scambi umani sono diventati pochi, lasciano il cuore del lettore ancora desideroso di attenzioni, perché anche se sono senz'altro interessanti, non sono riusciti a farsi amare, risultando personaggi un po' freddi. Altro aspetto negativo sono i refusi che si presentano durante la lettura.
In questo libro prevale quindi la tecnologia che fa sognare, come se ci si trovasse in un negozio di tecnologia ad ammirare il nuovo prodotto, perché alcune innovazioni introdotte da Michele Botton sono così fantastiche e pazzesche che mi auguro di vederle realizzate realmente prima o poi.

L'AUTORE
Michele Botton, padovano, classe 1977. Nonostante gli studi non strettamente umanistici, prima un istituto tecnico commerciale per ragionieri ed in seguito la facoltà di scienze statistiche, ha sempre coltivato una grande passione per la lettura e la scrittura. Passione rivolta anche al campo dei fumetti che gli ha consentito di gestire una libreria specializzata per quattro anni.
Dopo "La bambina che abitava sotto una lapide (e altre storie poco allegre)" presente ininterrottamente da gennaio nelle classifiche di amazon, a luglio 2013 è uscito sempre in ebook "La stravagante estate dei miei diciassette anni".



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