martedì 29 luglio 2014

Recensione "Stanotte il cielo ci appartiene" di Adriana Popescu

  
In te c'è molto più di quanto credi, fai di ogni momento il tuo momento preferito!

Titolo: "Stanotte il cielo ci appartiene"
Autore: Adriana Popescu
Casa editrice: Giunti
Pagine: 320
Prezzo: 9.90
TRAMA
Layla ha un grande sogno: catturare con la macchina fotografica immagini uniche in giro per il mondo. Per il momento, però, si deve accontentare di fare la fotografa di eventi. La sua storia di cinque anni con Oliver e la loro tranquilla routine in un appartamento nel centro di Stoccarda non le consentono molto di più. Una sera, però, in una discoteca dove viene chiamata per lavoro, la reflex di Layla si posa su un ragazzo che, con gli occhi chiusi e completamente isolato dalla ressa che lo circonda, balla al ritmo di una musica tutta sua, perso nei propri pensieri. Layla è ipnotizzata da questa visione e gli scatta una foto proprio nell’attimo prima che una gomitata accidentale lo colpisca in pieno volto. È così che Layla e Tristan si conoscono. Ma da quel giorno non possono fare a meno di rivedersi: un giro in moto per la città, un pic-nic lungo il fiume, una serata a guardare le stelle cadenti. Da semplici amici, certo! O almeno, è quello che si racconta Layla. Ma qual è il confine tra amicizia e attrazione? E quanto coraggio ci vuole per buttare all’aria la propria vita?

RECENSIONE
Foto di sguardi innamorati di fronte a un tramonto rosso come la passione, bambini che giocano sorridenti, anziani che ricordano i bei tempi con un luccichio negli occhi e poi un'ultima foto  dove tutto è colorato, tranne un piccolo angolo in bianco e nero dove si trova una giovane ragazza con gli occhi chiusi, intenta a immaginare cosa potrebbe aspettarla oltre l'orizzonte.
Questa giovane ragazza si chiama Layla e il suo sogno sarebbe girare il mondo per fotografare le emozioni e le vite sul volto delle persone, ma anche catturare l'attimo che fa risaltare un particolare monumento o scenario, ma questo sogno per ora è rimasto chiuso in un cassetto e i suoi capolavori fotografici intrappolati in un cartella, accanto al cestino del desktop del pc.
Tutti le dicono che è un'artista in grado di catturare l'attimo perfetto, ma non la persona più importante per lei.
A farla uscire da questa situazione immobile ci penserà un ragazzo dagli occhi verdi sorridenti, che nascondono però un velo di malinconia, un tipo che non corrisponde ai canoni estetici ideali di Layla, essendo stata sempre affascinata dall' uomo biondo, con gli occhi azzurri - il classico principe azzurro all'esterno- come il suo Oliver, ma che riuscirà a farla tornare a credere in se stessa,  a farle dare un nuovo sguardo alle cose che sembravano andar bene così.
E' un libro romantico, emozionante, divertente, ma anche profondo, raccontato in prima persona da Layla, un personaggio che l'autrice ha centrato in pieno, come tutto il resto, di cui ho adorato i momenti in cui impugnava la sua macchina e raccontava ciò che vedeva, perché ero capace di visualizzarlo e di provare la sua gioia e la sua passione; come ho amato i momenti in cui Tristan e Layla si incontravano, momenti dalle atmosfere magiche che sono diventati i miei momenti preferiti.
Tristan credo che potrebbe essere il tipo di ragazzo ricercato da ogni donna, o almeno lo è sicuramente per me, non solo per il suo aspetto, ma anche per la capacità di rendere speciale ogni singolo momento, di tirar fuori la vera essenza dagli altri e di essere capace di lasciare gli spazi e la libertà alla persona che ama.
Mi è piaciuto ogni momento di questo libro, ogni luogo e artista, che ho scoperto essere reale, ogni frase, canzone e scatto e mi è piaciuto il suo messaggio: non bisogna accontentarsi, perché si rischia di non essere felici e che la vita è troppo breve per dare ascolto a chi non crede in noi.
Come colonna sonora ho scelto "Lieblingsmoment" di Thomas Pegram, una delle canzoni presenti nel libro che accompagnano alcuni dei momenti più intensi della storia.




L'AUTRICE
Adriana Popescu è nata a Monaco nel 1980. È stata sceneggiatrice televisiva, collaboratrice per diverse testate giornalistiche e blog. La sua avventura è cominciata nel 2012 con il grande successo ottenuto dal suo primo libro autopubblicato in rete, a cui è seguito Stanotte il cielo ci appartiene che l’editore Piper ha deciso di pubblicare in cartaceo.

venerdì 25 luglio 2014

"Alla carica" di Cristina Hueller

 
E' con immenso piacere che pubblico questa notizia, perché ho avuto modo di leggere questo piccolo libro adatto ai bambini e non solo, e avendolo trovato divertente, magico, dedicato a tutti i lettori e capace di farmi ricordare anche Pagemaster, un cartone che ho rivisto più volte, sono felice che l'autrice abbia trovato una casa editrice che ha creduto nel suo libro.
Cristina ha già pubblicato un altro libro molto bello, "La bambola di pezza", dedicato ad un'altra fascia di lettori  su un tema molto attuale, quello dello sfruttamento sessuale, che vi consiglio di leggere.
 

Tornando però "Alla carica", c'è un altro motivo per acquistare questo libro: il ricavato delle vendite verrà devoluto all'Associazione Peter Pan - Alto Adige che offre aiuto ai bambini con tumore.

Vi lascio tutti i dati di questa bella storia, sperando che deciderete di leggerlo o di donarlo, per regalarvi e regalare un sorriso  e aiutare anche i bambini che lottano ogni giorno.

Titolo: "Alla carica"
Autrice: Cristina Hueller
Casa editrice: EdiGiò
Libro illustrato
Pagine: 140
Prezzo: 10.00
In arrivo: 31 Luglio
TRAMA
11 Febbraio 2012.
Evviva!!!
Finalmente dopo quattro figlie femmine, è arrivato in casa Olimpis il tanto atteso figlio maschio e papà Ulderico è al settimo cielo.

11 Febbraio 2028.
Carlotta, Clotilde, Clelia e Caterina, insieme ai genitori, festeggiano il compleanno del fratello Fortunato.
Intanto alla Smanettatech loschi individui tramano nell’ombra: vogliono rendere schiavi del mondo virtuale milioni di bambini e ragazzi.
Chi riuscirà a salvarli?

Una storia dove i nostri amati libri e i personaggi che li popolano si trovano in grave pericolo e solo se qualcuno continuerà a credere in loro e nel loro potere potranno salvarsi, proprio come nella realtà ;)

giovedì 10 luglio 2014

Recensione "Cercasi colf. Pagamento metà in contanti, metà in natura" di AnarchiColf AnoniMa

 

Titolo: "Cercasi colf. Pagamento metà in contanti, metà in natura"
Autrici: AnarchiColf AnoniMa
Casa editrice: Narcissus
Pagine: 86
Prezzo ebook: 0.99
TRAMA
Se pensate che il lavoro di colf sia fare le pulizie, riassettare la casa, stirare e magari preparare un piatto di pasta o la merenda beh... allora vi sbagliate, ma alla stragrandissima...
In questo libro sono raccolte le tragicomiche avventure di due amiche durante la loro carriera colfistica, celate sotto lo pseudonimo di AnarchiColf AnoniMa "per evitare mortali ritorsioni", che si definiscono “ragazze quarantenni, educate e amanti del sapone”, e che avendo generato due figlie “una a testa per carità” fanno l’unico lavoro che le mamme single del terzo millennio riescono a fare, per conciliare gli orari di lavoro con gli impegni delle figlie: le colf!
Un esilarante manuale con suggerimenti, idee e consigli al fulmicotone. Un susseguirsi di capitoli simili ad una sit-com, eppure così straordinariamente veri.
Tra i vari spassosi capitoli, anche uno dedicato agli annunci di offerte di lavoro per colf, contenente anche lo special guest: “Cercasi colf. Pagamento metà in contanti, metà in natura” che dà origine al titolo del libro.

RECENSIONE 
Ogni riferimento a fatti e persone è incredibilmente non casuale: la dolce vendetta di due colf, per ridere invece che piangere di tutte le situazioni in cui sono incappate durante il loro lavoro, che sembrano provenire da un libro di fantascienza, ma invece sono tutte vere.
Esilarante, schietto, geniale, un libro sulle disavventure di due donne colte, che hanno deciso di diventare colf per portare avanti la baracca, partite con le aspettative più rosee, pensando di poter essere avvistate come le nuove Wonder Woman, quando invece purtroppo si ritrovano ad essere le nuove Cenerentola caricate di faccende da sbrigare, dove a quel punto sarebbe meglio diventare Flash e non Wonder Woman.
Episodi e annunci di lavoro che fanno sbellicare dalle risate, i padroni che potrebbero capitarvi, consigli sempre in chiave umoristica per chi si avvicina a questo lavoro, tutto racchiuso in  un piccolo libro che secondo me deve anche far riflettere chi decide di assumere una colf.
Cari padroni, le colf non devono essere sfruttate, sono esseri umani non ancora dotati di superpoteri - anche se potrebbe sembrare il contrario, visto che fanno sparire le macchie, riescono a trasformare il nero in bianco, resuscitano fiori e creano regge splendenti da antri polverosi - da rispettare, da ripagare con uno stipendio decente, perché se avessero voluto essere le nuove Cenerentola si sarebbero rivolte al mondo del cinema!

LE AUTRICI 
Sono due amiche, belle tipe, sveglie quanto basta d’aver vissuto e lavorato proficuamente per anni, in altri settori, anche all'estero. Una parla fluentemente l’inglese, l’altra parla spesso da sola. Una ha un gatto, l’altra due ciclamini ed entrambe una figlia. Ora fanno le colf nel Belpaese.
Tra una pulizia e l’altra amano bere la cioccolata, mangiare la pizza capricciosa e guardare la televisione sul divano, entro le nove di sera perché dopo dormono.
Sono diventate comiche involontarie spolverando tra i sentieri dell’adorabile imbecillità che vive indisturbata nelle dimore degli italiani (e non).
Scrivono soprattutto per far dispetto ai loro padroni.

Seguitele su: anarchicolfanonima.blogspot.com 

lunedì 7 luglio 2014

"Ritratto di signora" (30)


Buongiorno carissimi,
oggi essendo il primo Lunedì del mese torna la nostra rubrica, e la parola stavolta va a Fede.
Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the Pinkland Stasera cucino io Books Land e Un libro per amico.

È stato difficile, ma allo stesso tempo semplice scegliere di chi parlarvi.
Difficile perché mille idee si affollavano nella mia mente, tutte belle, tutte valide.
Facile perché gira e rigira tornavo sempre allo stesso pensiero.
Personalmente ho sentito la notizia ben più tardi di quando è accaduto il tutto (due settimane o forse più), ma da allora continua a tornarmi in mente.
Lo scorso 14 Aprile più di 200 studentesse Nigeriane sono uscite per andare a scuola, e non hanno più fatto ritorno alle loro case.
A rivendicarne il rapimento è stato un gruppo di guerriglieri, che cercano di giustificare la loro distorta visione del mondo mascherandosi dietro la religione. Quella islamica.
Il gruppo estremista Boko Haram (traducibile in maniera approssimativa con: l’educazione occidentale è sacrilega), si è infatti “preso il merito” di tale azione in un video, nel quale si spiega che le ragazze, colpevoli di essere cristiane oltre che studentesse (ovviamente il gruppo terroristico sostiene che le donne debbano essere completamente analfabete), saranno convertite a forza, vendute come schiave e costrette a sposarsi.

http://www.osundefender.org/wp-content/uploads/2014/06/BringBackOurGirls61.jpg 
Dopo la diffusione di questo video, lo scontento per come il governo nigeriano stava gestendo le cose è cresciuto in maniera esponenziale.
Un gruppo di donne, madri delle ragazze, ma anche solo donne solidali con loro, ha cominciato a protestare, organizzando anche una marcia di protesta, proprio per chiedere al Presidente nigeriano un maggiore impegno nella ricerca e liberazione delle ragazze.

http://www.corriere.it/methode_image/2014/05/05/Esteri/Foto%20Esteri%20-%20Trattate/accda37c620dfc5f7e3608e497177aa9-kWOI-U4301020326210275CC-593x443@Corriere-Web-Sezioni.jpg?v=20140505130215 
In seguito a queste proteste, alcune delle organizzatrici sono state arrestate, colpevoli, secondo la first lady nigeriana Patience Jonathan, di voler solo infangare la reputazione del marito. Arrivando perfino a sostenere che le donne si fossero inventate tutto.
Non so voi ma questa cosa mi fa accapponare la pelle, non posso non chiedermi come una donna (ma anche un uomo) possa fare certe dichiarazioni, come sia possibile estraniarsi fino a questo punto dal dolore altrui, come fare a non sentirsi coinvolti in questo dramma?
A tutt'oggi (o per lo meno nel momento in cui sto scrivendo, magari quando cui pubblicheremo l'articolo le cose saranno cambiate) non si sa dove siano finite queste ragazze.
C'è chi sostiene che siano state allontanate dal paese e vendute come schiave all'estero, ma purtroppo nessuna certezza.
Nel frattempo però, giusto un paio di settimane fa, altre 60 ragazze sono state rapite nel nord del paese.
Altre vittime che vanno ad ingrossare il numero di tutti quelli che soffrono a causa di delinquenti che si nascondono dietro la religione, ma che di religioso hanno ben poco.
Nella speranza che presto si trovi una soluzione, è partita una protesta che grazie ad internet e ai social network sta facendo il giro del mondo.


https://fbcdn-sphotos-d-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xpa1/t1.0-9/p403x403/10414564_226573507553690_8402765729176845612_n.jpg

" Bring Back Our Girls” è lo slogan lanciato da Malala Yousafzai, icona della lotta a favore dei diritti umani e dei diritti all’istruzione delle ragazze, sopravvissuta a un attentato dei talebani nel 2012, che ha sottolineato l’importanza di non rimanere in silenzio di fronte ad atti di violenza come questo.
In molti vi hanno aderito, e anche noi vogliamo farlo.

http://static.euronews.com/articles/266384/606x340_266384.jpg?1399552445http://www.independent.co.uk/incoming/article9338435.ece/alternates/w460/Malala.jpghttp://www.emmawatsonitalia.com/gallery/albums/ewo_photos/twitter/normal_2014_05_10_bring_back_our_girls.jpghttps://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/t1.0-9/10153812_10152399361441013_8019836287587512395_n.jpg

Sono indignata di fronte a questa ennesima vicenda, che ancora una volta vede coinvolte le donne.  Quando cominceremo ad essere rispettate??
Al prossimo mese, 

Franci, Monica, Miki, Fede e Daniela.

sabato 5 luglio 2014

Recensione "Doctor Sleep" di Stephen King


Il passato è passato, ma definisce il presente

Titolo: "Doctor Sleep"
Autore: Stephen King
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 528
Prezzo: 19.90
TRAMA
Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining. Uno scontro epico tra il bene e il male, una storia agghiacciante e meravigliosa, un ritorno al fantastico e all'horror dei primi lavori di King. Doctor Sleep inquieta e fa paura, ma soprattutto commuove ed emoziona.

RECENSIONE 
Vi capita mai di avere la sensazione che qualcosa stia per accadere o di percepire qualcuno, anche se apparentemente sembrate soli? Se la risposta è sì, potreste avere un pizzico di luccicanza, un lampo improvviso che può anche venirvi in soccorso, ma vi auguro di non possedere la luccicanza di Dan Torrance, perché potrebbe sconvolgervi la vita.
Dopo essere scampato al padre e ai demoni dell'Overlook, Dan trascorre l'infanzia insieme alla madre Wendy, ma i fantasmi dell'hotel sembrano non volerlo abbandonare nè nei suoi pensieri, nè nel presente, continuandolo a tormentare e a spaventare, e quando anche i cassettini dove intrappolarli non bastano a rendere la vita serena all'ormai adulto Dan, arriva l'alcol, quel liquido dal sapore amaro e spiacevole che non avrebbe mai pensato di assaporare dopo i danni causati al padre, ma che tra tutte le controindicazioni regala il beneficio di soffocare la luccicanza.
L'alcol però non può essere la soluzione e Dan lo capirà una volta arrivato a Frazier, una piccola città del New Hampshire, dove le montagne portano dolorosi ricordi, ma anche una nuova vita.
Stephen King ha la peculiarità di creare horror che hanno un senso, che oltre a spaventare regalano storie profonde, dettagliate, capace di emozionare, perché quando mi trovo davanti ad una sua storia so che potrei trovarmi di fronte all'impossibile, che acquisterebbe però un significato, perché King non lascia niente al caso.
In questo seguito non si trema dal terrore, non si trattiene il respiro fino alla fine, anzi si passeggia con calma tra le pagine, ma non mancano momenti di suspance e di paura quando sinistre presenze si materializzano nel buio della notte e cercano di afferrare, di ferire; momenti di rabbia quando dei piccoli innocenti vengono strappati alla vita da una banda di allegri vecchietti che girano indisturbati a bordo di camper, godendo e cibandosi delle urla strazianti dei bambini, provocate dalle torture; provando tristezza quando Dan tocca il fondo e sembra trasformarsi in una versione meno violenta di suo padre, Jack Torrance; e momenti teneri e più leggeri, grazie alla freschezza e all'energia di Abra, un peperino con un grande potere che darà filo da torcere al Vero Nodo e al suo capo Rose, che comunica ovviamente come la nuova generazione con faccine e con immagini, che non invia però su WhatsApp o su Facebook, ma su lavagne con gessi immaginari che si trovano a Km di distanza da lei e telepaticamente.
King anche in questo seguito parla di alcolismo e dei suoi effetti disastrosi, ma diversamente da Shining, qui viene introdotta una via d'uscita, che è rappresentata dal gruppo degli Alcolisti Anonimi.
Stranezze, insetti premonitori, immagini di diavoli in putrefazione, dei quali sembra quasi di sentirne l'odore, mostri reali o creati dall'uomo... leggere Doctor Sleep è come addentrarsi in una fiaba dark, composta da presenze maligne, dove il colore dominante è il nero, ma anche il rosso, e l'odore è quello di cassonetti pieni lasciati al sole per giorni, per poi passare a una bella fiaba, dove i buoni sentimenti vincono, schiacciano i fantasmi e portano via nubi cariche di pioggia, per lasciare il posto a un cielo immacolato, come nei film.


L'AUTORE 
Stephen King 
STEPHEN KING, acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto 400 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award.