martedì 25 febbraio 2014

Recensione "Inferno" di Dan Brown

Ricorda questa sera, perché sarà l'inizio dell'eternità

Titolo: "Inferno"
Autore: Dan Brown
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 528
Prezzo: 17.00
TRAMA
Il profilo inconfondibile di Dante che ci guarda dalla copertina è il motore mobile di un thriller che di "infernale" ha molto. Il ritmo, prima di tutto, e poi il simbolismo acceso, e infine la complessità dei personaggi che conducono a un esito raro per i romanzi d'azione: instillare nel lettore il fascino del male, addirittura la sua salvifica necessità.
Non è affatto sorprendente che lo studioso di simbologia Robert Langdon sia un esperto di Dante, anzi.
È naturale che al poeta fiorentino e alla visionarietà con cui tradusse in forme solenni e oscure la temperie della sua epoca tormentata il professore americano abbia dedicato studi e corsi universitari ad Harvard.
E quindi è normale che a Firenze Robert Langdon sia di casa, che il David e piazza della Signoria, il giardino di Boboli e Palazzo Vecchio siano per lui uno sfondo familiare, una costellazione culturale e affettiva ben diversa dal palcoscenico turistico percorso in tutti i sensi di marcia da legioni di visitatori.
Ma ora è tutto diverso, non c'è niente di normale, nulla che possa rievocare una dolce abitudine. Questa volta è un incubo e la sua conoscenza della città fin nei labirinti delle stradine, dei corridoi dei palazzi, dei passaggi segreti può aiutarlo a salvarsi la vita.
Il Robert Langdon che si sveglia in una stanza d'ospedale, stordito, sedato, ferito alla testa, gli abiti insanguinati su una sedia, ricorda infatti a stento il proprio nome, non capisce come sia arrivato a Firenze, chi abbia tentato di ucciderlo e perché i suoi inseguitori non sembrino affatto intenzionati a mollare il colpo.
Barcollante, la mente invasa da apparizioni mostruose che ricordano la Morte Nera che flagellò l'Europa medievale e simboli criptici connessi alla prima cantica del Divino poema, le labbra capaci di articolare, nel delirio dell'anestetico, soltanto un incongruo "very sorry", il professore deve scappare. E, aiutato solo dalla giovane dottoressa Sienna Brooks, soccorrevole ma misteriosa come troppe persone e cose intorno a lui, deve scappare da tutti.
Comincia una caccia all'uomo in cui schieramenti avversi si potrebbero ritrovare dalla stessa parte, in cui niente è quel che sembra: un'organizzazione chiamata Consortium è ambigua tanto quanto un movimento detto Transumanesimo e uno scienziato come Bertrand Zobrist può elaborare teorie che oscillano tra utopia e aberrazione.
Alla fine di un'avventura che raggiunge momenti di insostenibile tensione, Dan Brown ci rivela come nel nostro mondo la distanza tra il bene e il male sia breve in maniera davvero inquietante, catastrofe e salvezza possano essere questione di punti di vista e anche da una laguna a cielo coperto si possa uscire a riveder le stelle.

RECENSIONE
Inferno si rivela essere un altro capolavoro, assolutamente all'altezza dei precedenti, dove Dan Brown non si limita a nutrire l'anima con emozioni, ma anche la mente, perché ogni pagina è densa di informazioni e curiosità su Firenze, Venezia e Istanbul, i luoghi dove è ambientato, tanto che mi sono ritrovata molto spesso a catturare le notizie per usarle nel momento in cui deciderò di fare un po' la turista.
L'intera vicenda si svolge in meno di 48 ore, in cui i vari indizi ci portano alla soluzione ed è per questo che ci troviamo come sempre di fronte ad un romanzo appassionante, trascinante ed istruttivo, grazie al perfetto incastro tra cultura e narrativa.
Amo le storie che vedono protagonista il brillante professor Robert Langdon, perché so già che leggerò un romanzo che non mi deluderà. 
Come in ogni episodio che vede protagonista Langdon ci sono dei punti fermi: un personaggio femminile affascinante e intelligente, che accompagnerà Robert e che sarà all'altezza della situazione, e una missione, che se non risolta, potrebbe portare alla rovina dell'umanità.
Intrighi, azione, un tema decisamente attuale -la sovrappopolazione- genialità e sicurezze che a un certo punto si sgretoleranno. Gli indizi che sono presenti già prima di aprire il libro sono stati per me una sfida, per mettere alla prova il mio intuito.
Un evidente omaggio a Dante Alighieri: la Divina Commedia, motore dell'intera vicenda, i simboli presenti nelle opere fiorentine, citazioni e la vita del poeta; ma anche un omaggio a parer mio a Firenze, perché l'autore ci accompagnerà per le vie della città, mostrandoci tutte le bellezze e illustrandole in maniera così chiara e interessante da spronare il lettore a essere più curioso e più affamato di cultura.

L'AUTORE
Dan Brown è l'autore del Codice da Vinci, uno dei romanzi più letti di tutti i tempi, e dei bestseller internazionali Il simbolo perduto, Angeli e demoni, La verità del ghiaccio e Crypto. L'autore vive nel New England con la moglie.

domenica 9 febbraio 2014

Recensione "Silver" di Kerstin Gier


 

Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni la tua filosofia

Titolo: "Silver"
Autrice: Kerstin Gier
Casa editrice: Corbaccio
Pagine: 324
Prezzo: 16.40
TRAMA
Porte con maniglie a forma di lucertola che si spalancano su luoghi misteriosi, statue che parlano, una bambinaia impazzita che si aggira con una scure in mano… I sogni di Liv Silver, quindici anni, negli ultimi tempi sono piuttosto agitati. Soprattutto quello in cui si ritrova di notte in un cimitero a spiare quattro ragazzi impegnati in un inquietante rituale esoterico. E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché Grayson e i suoi amici sono reali: frequentano la stessa scuola, da quando Liv si è trasferita a Londra. Anzi, per dirla tutta, Grayson è il figlio del nuovo compagno della mamma di Liv, praticamente un fratellastro. Meno male che sono tutti abbastanza simpatici. Ma la cosa inquietante – persino più inquietante di un cimitero di notte – è che loro sanno delle cose su Liv che lei non ha mai rivelato, cose che accadono solo nei suoi sogni. Come ciò possa avvenire resta un mistero, esattamente il genere di mistero davanti al quale Liv non sa resistere… 

RECENSIONE 
La trama attrae come una calamita per il tema, sempre affascinante, dei sogni.
Il sogno è un aspetto studiato da tempo, ma nonostante tutto rimane un mistero e proprio l'essere così criptico permette diverse interpretazioni, terrene o fantasiose.
La scelta decisa dall'autrice è stata molto originale e intrigante, creando anche una sorta di gioco d'associazione per i lettori, perché ogni personaggio ha la sua personale porta d'accesso al mondo onirico, che rispecchia il suo mondo, e quando Liv passa davanti ad alcune porte nel lungo corridoio è divertente scoprire a chi appartengono. La mia avrebbe senz'altro un pomello di legno a forma di libro.
I personaggi costruiti sono in egual modo coinvolgenti: Liv, 15 anni, praticante di kung fu, divertente, dalla battuta pronta, è amante di Sherlock Holmes, quindi degli enigmi da decifrare e quando si ritrova davanti un ragazzo in particolare paragona le parti del suo corpo a un dolce, così per es. il suo cervello si trasforma in zucchero filato; Mia, 13 anni, che ha un bellissimo rapporto di complicità con la sorella, rappresenta la bocca della verità; la loro bambinaia, ex ragazza alla pari, è protettiva, materna, e quando è innamorata inverte in maniera buffa le lettere delle parole; la madre, l'unico personaggio che non ho sopportato, eterna ragazzina, che pensa solo a se stessa, con un lato materno pari a zero; e infine i personaggi maschili principali, che all'inizio mi sembravano il solito clichè, perché ci troviamo di fronte un gruppo di belloni intelligenti, quindi apparentemente perfetti, ma per fortuna mi sono dovuta ricredere, visto che Kerstin Gier è riuscita a renderli interessanti, ognuno con la propria personalità e con una storia che incuriosisce il lettore.
Il romanzo ha tutti gli elementi per essere amato: un rito oscuro, l'accesso ai sogni, la scelta dei personaggi, amore, la vita scolastica, e più di un mistero da svelare, come l'entità di una sorta di Gossip Girl, il funzionamento dei sogni condivisi e l'esistenza o meno del demone.
Lo stile dell'autrice è piacevole, perché è creativo, giocoso, capace di mettere di buonumore, riesce a spezzare momenti di mistero e suspance con altri leggeri e divertenti ed è capace di creare un'atmosfera da fiaba, che secondo me sarebbe molto interessante da vedere sul grande schermo.  Il finale è scoppietante e suscita una forte curiosità verso ciò che accadrà nel seguito.
La cover italiana è carina, anche se preferisco l'originale, per la presenza della lucertola e perché è molto più fantasiosa, in un certo senso.


L'AUTRICE
Kerstin Gier è nata nel 1966 e vive con la famiglia vicino a Colonia. Alla sua attività di insegnante ha affiancato dal 1995 quella di scrittrice. Autrice di bestseller al femminile estremamente divertenti e apprezzati per la loro ironia, come «In verità è meglio mentire» e «L'uomo che vorrei», pubblicati da Corbaccio e sempre ai vertici di tutte le classifiche, ha raggiunto il successo planetario soprattutto con i libri della Trilogia delle gemme «Red», «Blue» e «Green» (oltre 120.000 copie).
 

giovedì 6 febbraio 2014

"Il Fascino dell'Oscurità-Lezioni di recupero di anatomia comparata-Le cose che sai di me"


Buongiorno lettori,
oggi sembrava che stesse venendo il bel tempo, visto che stava facendo capolino il sole, e invece è di nuovo brutto :(
Oggi voglio farvi conoscere tre libri, due già usciti e uno che uscirà il 12 Febbraio: fatemi sapere se vi incuriosiscono :)

“Stephan è riuscito a plasmare ciò che sono ora: un'arma efficace al servizio dell’equilibrio tra la razza umana e quella vampirica. Quello che però lui mi ha insegnato, oltre ai modi migliori per rendere cenere il corpo di un non-morto, è come fare i conti con un cuore spezzato.”

Titolo: "Il Fascino dell'Oscurità" (I Diari di Isabel #2)
Autrice: Isabel C. Alley
Editore: Self Publishing
Pagine: 360
Prezzo ebook: 2.99
Cartaceo: Presto disponibile
In arrivo: 12 Febbraio
TRAMA
Tutti vogliono circondarsi di certezze: casa, amore, lavoro... Di queste io ne ho due su tre. Mica male, no? Dovrei ritenermi fortunata e invece sono il bersaglio preferito del destino avverso.
Isabel Cariani: cacciatrice di vampiri e altre creature sovrannaturali. Potreste aver sentito parlare di me se frequentate il Frozen e i suoi vampiri, se vi siete imbattuti in una strega svitata o se la vostra villa di campagna è stata scaravoltata da un Boggart dispettoso. Sono tutte cose che non trovereste nella vita di una normale ragazza di venticinque anni, ma come avrete capito il mio mondo è piuttosto singolare.
Parecchie persone hanno contribuito a sconvolgere la mia esistenza: Jenny, la mia apprendista cacciatrice, pazza e nerd di prima categoria; Stephan, il maestro che mi ha insegnato a combattere, tornato dal Canada per sbriciolare ancor di più i frammenti del mio cuore; Lorenzo Ferranti, il vampiro più attraente e pericoloso della provincia, interessato a me per chissà quale motivo. Ma non è tutto qui.
Nell'oscurità che mi circonda, ci sono segreti pronti a balzare alla mia gola per eliminarmi. Muovono le pedine di un gioco molto pericoloso e corrompono anche l'animo più puro con il loro fascino mascherato di oro e di argento. Luce, buio, nemici, alleati... sono solo etichette che riponiamo su ciò con cui interagiamo per sentirci più sicuri. Ma quando tutte le certezze all'improvviso cominciano a crollare, non si può più contare su alcun equilibrio.
Ho dovuto destreggiarmi tra vampiri berserker nati per uccidere, sensuali proposte a cui è difficile negarsi e grandi complotti volti a distruggere la pace di una città. Volete muovere un passo nella mia vita? Non vi resta che sfogliare le pagine di questo Diario.



Titolo: "Lezioni di recupero di anatomia comparata"
Autrice: Livin Derevel
Casa editrice: Lite editions
Pagine: 25
Prezzo ebook: 1.99
TRAMA
Lo studente Martini: quinto anno di liceo, amante della pallavolo e qualche problema con le scienze. Anche se sarebbe più corretto dire che il suo problema è col professore.
Un professore giovane, simpatico, belloccio, ma che proprio non gli va giù. E quindi come dovrebbe comportarsi Martini durante l’ultimo pomeriggio di recupero per evitare la bocciatura proprio nella sua materia?
Lezioni di recupero di anatomia comparata è il primo fortunato racconto di Livin Derevel uscito per la brillante scuderia di Lite Editions, una commedia allegra, fresca e sbarazzina, adatto per essere letto sul reader di fronte a tutti, con un sorriso sulle labbra.

 
 «Le cose che sai di me guarda oltre la nebbia che circonda la realtà. Clara Sánchez conduce dove nessun altro ha il coraggio di arrivare.»
«La Vanguardia»
Titolo: "Le cose che sai di me"
Autrice: Clara Sànchez
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 320
Prezzo: 18.60
TRAMA
Il piccolo pezzo di cielo che si intravede dal finestrino è di un azzurro intenso. Patricia è sull’aereo che la sta riportando a casa, a Madrid. All’improvviso la sconosciuta che le è seduta accanto le dice una cosa che la sconvolge: «Qualcuno vuole la tua morte». Patricia è colpita da quella rivelazione, ma poi ripensa alla sua vita e si tranquillizza: a ventisei anni è realizzata, felicemente sposata e con un lavoro che la porta a girare il mondo. Niente può turbare la sua serenità. È sicura che quella donna, che dice di riconoscere le vibrazioni emanate dalle persone, si sbaglia. Eppure a Patricia, tornata alla routine di sempre, iniziano a succedere banali imprevisti che giorno dopo giorno si trasformano in piccoli incidenti. Incidenti che stravolgono le sue abitudini e il suo lavoro. Non può fare a meno di ripensare alla donna dell’aereo e alle sue parole. Parole che a poco a poco minano le sue certezze. Vuole sapere se è davvero in pericolo. Vuole scoprire chi desidera farle del male, e quando il sospetto cresce dentro di lei, inizia a guardarsi intorno con occhi diversi, dubitando delle persone che ha vicino. Sente che tutto il suo mondo sta crollando pezzo dopo pezzo, ma deve trovare il coraggio di resistere: la minaccia è più vicina di quanto immaginasse. Però deve essere pronta a mettere in discussione tutta la sua vita, a leggere dentro sé stessa. Perché anche la felicità ha le sue ombre. Anche un cielo senza nuvole può dar vita in un attimo a una terribile tempesta.

lunedì 3 febbraio 2014

"Ritratto di signora" (26)

Buongiorno :)
Ritorna Ritratto di signora e stavolta la parola va a Monica.
Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the PinklandStasera cucino ioBooks LandThe Pauper Fashionist.

Fin da piccola sono sempre stata una grande amante dello sport, quello televisivo, non quello praticato.
Lo so, state pensando, che bambina PIGRA! E’ vero, lo ammetto, ero e sono tuttora pigra di natura, non mi piace particolarmente espormi (sarà colpa della timidezza) e i miei sport preferiti erano quelli NON di squadra (sarà perché ero particolarmente imbranata? Non ne sto uscendo bene, avrò scelto l’argomento giusto per questo “Ritratto di Signora”?).
Il pensiero di dovermi mettere in prima linea durante le partite di pallavolo, mi procurava indicibili mal di stomaco, ma se c’era da buttarsi in una piscina e fare 20 vasche senza mai fermarmi, allora ero la prima della fila.

Insomma, chiusa nella mia corazza da tartaruga, ogni tanto buttavo fuori la testa per seguire gli eventi sportivi in televisione, perché allora (taaaanti anni fa) se pagavi il canone della Rai, potevi vedere tutto quello che volevi, dal tennis, passando per il nuoto, scendendo su un campo di pallavolo, per poi finire su uno di basket.

Certo, il calcio, allora come adesso, era lo sport preferito dalla massa. Anche io alla sera mi accoccolavo vicino a mio papà per seguire le partite di pallone, ma la gamma sportiva presentata al di là dello schermo, era ricca e molto varia.

Come vi dicevo, ho sempre seguito qualunque sport, ma ce n’è uno in particolare che mi ha sempre affascinato più degli altri.. il pattinaggio su ghiaccio.

Come riescano questi atleti a volteggiare, scivolare, saltare e atterrare sul ghiaccio con tanta grazia, per me rimane ancora un mistero.

Io, ragazzina un po’ imbranata, con poco senso dell’equilibrio, ero capace di rimanere intere ore a seguire ogni singola esibizione. Programmi corti e programmi lunghi, coppie di artistico e coppie di ballo, singolo uomini e singolo donne.

Per anni ho visto danzare davanti ai miei occhi artisti di ogni paese, i formidabili atleti russi, quasi sempre vittoriosi, le pattinatrici provenienti dai paesi asiatici, così piccole e flessuose da sembrare quasi finte… rimanevo inchiodata davanti alla televisione calcolando punteggi, e imparando a memoria ogni singolo salto, “Doppio Tolup” in combinazione con un “Triplo Axel”, il “Triplo Flip” e le trottole, e tutto mi sembrava magico.

C’era un’unica nota stonata in quel turbinio di salti e volteggi, nessuna atleta Italiano riusciva ad arrivare ad alti livelli. Adoravo gli atleti russi, ma ogni tanto, avrei voluto vedere sventolare la nostra bandiera tricolore.

Il mio piccolo desiderio si è realizzato quando sul ghiaccio si è presentato un angelo vestito di bianco, che risponde al nome di Carolina Kostner.

 

Quando ho iniziato a pensare a questo articolo, l’idea di base, era di fare un resoconto su molte delle atlete italiane che oggi portano alto il nome del nostro paese. Tuttavia, mentre lo scrivevo, mi sono resa conto che Carolina, ha un posto speciale nel mio cuore.. non per denigrare le altre, ma lei rappresenta ogni giorno una fonte di ispirazione per me.

Ovviamente non la conosco di persona, ma Carolina mi è sempre sembrata una ragazza riservata, quella riservatezza dovuta forse ad una certa timidezza, che la fa sembrare leggermente altezzosa.. dove l’ho già sentita questa? Ah sì, lo dicevano di me! “Guarda che puzza sotto al naso.. cammina come se si credesse la regina del mondo” .. come è facile dare giudizi, quando non si conosce una persona.

A me Carolina piace! Mi piace per la sua innata eleganza, per come si muove sul ghiaccio, mi piace per la forza che ha sempre dimostrato in ogni esibizione.

Lei, ragazzina prodigio, cinque volte campionessa Europea, all’apice della sua carriera, nella stagione 2009-2010 entra in crisi.
Passa da Porta bandiera ai giochi Olimpici di Torino del 2006 ad un tristissimo 16° posto a quelli di Vancouver del 2010.
Più e più volte vengono ricordate le sue innumerevoli cadute, in tanti dicono che Carolina non è abbastanza concentrata, forse in molti non si accorgono che quello che si disegna sul volto di questa giovane donna, ogni volta che deve scendere sul ghiaccio, è un’ansia indicibile che non le permette di portare avanti i suoi progetti.

Nel momento di maggior sconforto, quando anche la Federazione le da contro, Carolina si rimbocca le maniche, lascia la famiglia e gli affetti più cari, e si trasferisce in America. Qui, sola con se stessa e le sue paure, lavora sodo, e rinasce come una fenice dalle sue stesse ceneri, riuscendo a vincere il Titolo Mondiale nella stagione 2011-2012.

A parole, per me che l’ho sempre seguita fin dai primi passi, non è facile descrivere la grande emozione di vederla muoversi sicura sul ghiaccio e pensare “Questa volta il titolo che ha tanto inseguito non glielo toglierà nessuno”.


Tra cinque giorni esatti inizieranno i giochi Olimpici di Soci in Russia.. a Carolina, e a tutti gli atleti partecipanti, va il mio più grande in bocca al lupo.

Non so se questa donna, che tanto ammiro, riuscirà a portare a casa una medaglia. Poco importa, per me lei ha già dimostrato quanto vale.
Lo ha fatto nel momento in cui non si è arresa, nel momento in cui ha portato avanti il suo sogno, regalandomi grandi emozioni, ed insieme a lei ogni singola atleta Italiana, che ha dedicato la propria vita al raggiungimento di uno scopo. 

Come Monica, anch'io sono sempre stata più per gli sport individuali o al massimo da fare in due, un po' perché sono super imbranata in quasi tutti gli sport e un po' perché sono timidissima. Questo ritratto mi è piaciuto moltissimo, perché amo il pattinaggio e perché stimo Carolina per ciò che ha detto Monica e anche perché è rimasta accanto al suo fidanzato nel momento in cui ne aveva più bisogno.

Al prossimo mese
Franci, Monica, Miki, Fede e Clara

sabato 1 febbraio 2014

Recensione "La ragazza che leggeva nei cuori" di Teri Brown


Titolo: "La ragazza che leggeva nei cuori"
Autrice: Teri Brown
Casa editrice: Corbaccio
Pagine: 320
Prezzo: 14.90
TRAMA
 New York, anni Venti, i famosi Roaring Twenties: Anna ha sedici anni e fin da bambina aiuta la madre, una famosa medium, negli spettacoli. Ma, contrariamente a sua madre che è un’abile attrice, Anna ha veramente il dono di «sentire» le emozioni altrui e di predire il futuro. E in questo futuro vede sua madre in pericolo: le sue visioni si fanno sempre più intense e spaventose, al punto che Anna decide esplorare fino in fondo questa parte di sé che aveva sempre negato. Così, quando Cole, un ragazzo misterioso, si trasferisce in un appartamento vicino e introduce Anna a una società segreta che studia proprio persone come lei, Anna si trova costretta a confrontarsi con il suo passato e con le certezze della sua vita. Ma Anna è anche una sedicenne come tante altre, con i suoi istinti ribelli, i suoi capricci e la sua rabbia esplosiva. E, come tutte le ragazze della sua età, anche lei è alla ricerca dell’amore e dell’affermazione di se stessa. Riusciranno le sue abilità a districare la rete di intrighi in cui, suo malgrado, è caduta? E, soprattutto, la sua sensibilità sarà in grado di farle individuare qual è il suo vero destino? Riuscirà Anna l’illusionista, brava a liberarsi da quasi tutto, a liberarsi dei condizionamenti e a seguire il suo cuore? 

RECENSIONE 
Questo romanzo ci catapulta negli anni '20 e ci regala un'atmosfera magica, fatta di spettacoli di magia, illusionismo e sedute spiritiche.
Ogni pagina è pregna di emozioni, sentimenti,  provati dalla protagonista Anna. 
Anna, è un personaggio affascinante, che riesce ad ammaliare il lettore per il suo modo di essere e per la sua storia. E' alla ricerca della sua identità, avendo solo 16 anni, combattuta tra l'essere una ragazza come tutte le altre o speciale; vorrebbe conoscere suo padre, che potrebbe essere un famoso illusionista, ma a causa del rapporto problematico con sua madre è costretta a indagare da sola, tra libri e oggetti nascosti sotto al letto; vorrebbe potersi confidare con qualcuno, ma i loro continui viaggi non le hanno permesso di instaurare un vero rapporto d'amicizia e così si ritrova a tenersi tutto dentro, dubbi e capacità, perché non può parlare delle sue abilità neanche con sua mamma, che sembra invidiosa e l'unica che deve restare al centro dell'attenzione. 
Con lo scorrere della storia notiamo però la crescita interiore di Anna, che comincia a farsi valere e anche una maggiore consapevolezza delle sue abilità, grazie al suo trasferimento a New York, che le regala finalmente un posto fisso dove abitare, e a Cole.
Gli unici punti negativi sono alcuni errori di batittura e una piccola parte che non torna, errore forse dell'autrice, che per fortuna però non serve a capire cosa sta succedendo, quindi non compromette la storia.
E' un romanzo molto bello, carico di mistero, ma anche di amore, perché la protagonista verrà corteggiata da due ragazzi molto diversi.  Ogni elemento mi è piaciuto: dalla narrazione in prima persona, dalle magie, dal modo in cui Anna riesce a entrare in contatto con le emozioni altrui, la sua terrificante visione, che aleggerà tra le pagine per tutto il tempo e la scrittura originale e creativa dell'autrice (...cercando di ordinare i pensieri che vagano disordinatamente in testa come coriandoli nel vento - sembra che spalmi il lubrificante sulle parole prima di farle uscire dalla bocca).
Un romanzo che vi consiglio decisamente.


L'AUTRICE 
Teri Brown vive con il marito e i figli a Portland, in Oregon. Appassionata di animali, amante di sport come il parasail e il free climbing, lettrice compulsiva innamorata di Francis Scott Fitzgerald, ha scritto numerosi libri sotto pseudonimo prima di presentarsi al pubblico internazionale con «La ragazza che leggeva nei cuori».