martedì 3 giugno 2014

Recensione "La Casa" di Tom Rob Smith

 

Titolo: "La Casa"
Autore: Tom Rob Smith
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 338
Prezzo: 18.90
TRAMA
«Tua madre Tilde non sta bene, deve essere ricoverata in un ospedale psichiatrico, ma è scomparsa». Quando Daniel riceve la telefonata del padre Chris, il mondo gli crolla addosso: fino a quel momento pensava che i genitori, una volta abbandonata Londra, si stessero godendo la pensione nella loro casa sulla costa svedese. Ma il peggio deve ancora venire: perché poco dopo la telefonata di Chris, Tilde arriva a Londra, a casa di Daniel: «Tutto quello che ti ha detto papà è una bugia. Non sono pazza. Dobbiamo parlare». E gli racconta una storia terribile, fatta di misteriose presenze, menzogne e un orrendo delitto che potrebbe coinvolgere un vicino di casa e, forse, anche Chris. Daniel non sa più a chi credere. Per scoprire la verità, dovrà scavare nella storia della sua famiglia e in se stesso.

RECENSIONE 
Tom Rob Smith prendendo spunto da una vicenda personale crea un thriller dal ritmo serrato, dove le pagine finiscono in un lampo per la curiosità di scoprire chi tra Tilde e Chris, i genitori di Daniel, voce narrante, dica la verità.
La vicenda si svolge a Londra e in Svezia, ma è quest'ultima ad essere l'ambientazione principale, con le sue tradizioni e i suoi paesaggi caratteristici, in cui l'autore riesce a mostrarne il lato bello pur raccontando una storia angosciante.
Daniel ha trascorso un'infanzia tranquilla e serena, grazie a due genitori che si amano, che condividevano il lavoro, oltre alla vita privata, e che discutevano solo quando lui non era presente, facendogli trascorrere fino all'età più adulta una vita felice, ma con la strana telefonata del padre e l'arrivo della madre dalla Svezia verranno allo scoperto segreti e decisioni tenute nascoste, che mostreranno anche la parte meno felice della coppia.
Daniel si ritroverà quasi a non riconoscere i suoi genitori e dovrà decidere se credere al padre o alla storia di sua madre, composta da prove che potrebbero fermare degli assassini.
La storia è divisa in due parti non solo dal punto di vista narrativo, che vede l'alternarsi di breve battute da parte del figlio durante il racconto minuzioso di Tilde e successivamente l'indagine verso la verità di Daniel, ma anche per quanto riguarda la personalità di Daniel, perché nella prima parte è un uomo adagiato sugli allori, che invece di pensare a ciò che sarebbe voluto diventare, sceglie il lavoro più facile, visto che si avvicina molto a quello dei genitori, e che tiene nascosta una parte fondamentale della sua identità; mentre nella seconda parte vediamo il nuovo Daniel, che prende in mano la sua vita.
Gli elementi per rimanere affascinati da questo giallo ci sono tutti, dalla trasformazione dei genitori, a una casa in un posto sperduto, strani ritrovamenti, un rifugio chiuso a chiave che contiene una stanza inaccessibile, avvenimenti che sembrano surreali, scomparse, uomini dal comportamento ambiguo e antiche storie di troll, figure minacciose o guardie del focolaio, tipiche del luogo.
Il finale che mi ha lasciato come un'ebete perché non credevo che il libro si concludesse così, tanto che credevo di aver saltato delle pagine o che ne mancassero per errore, lascia ad una libera interpretazione del lettore, ma non vi preoccupate il caso invece viene risolto e viene spiegato.
Un thriller molto coinvolgente, che spero possa diventare un film.

 
      

L'AUTORE
Tom Rob Smith
Tom Rob Smith è nato nel 1979 a Londra, dove tuttora vive, da madre svedese e padre inglese. In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Sperling & Kupfer. 

5 commenti:

  1. Lo voglio leggere, assolutamente. Ma prima reccuperao il primo dell'autore: Bambino 44? Si chiama così. Complimenti a Smith, che è pure giovane e ha scritto già un mare di cose :P

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  2. Sì si chiama così ;) a questo punto visto che il suo stile mi piace leggerò anch'io bambino 44 :)

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  3. Anche io lo voglio leggere assolutamente ma partirò da Bambino 44!!! Non vedo l'ora!!! ;)

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  4. non lascia assolutamente ad una libera interpretazione. Forse sei tu che devi rileggere la fine, perchè non l'hai capito

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    1. Con quelle parole intendevo che nn sappiamo cosa si diranno, mentre a me sarebbe piaciuto saperlo ;)

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