mercoledì 25 giugno 2014

Recensione "La misura della felicità" di Gabrielle Zevin

Se si parla di politica, di Dio o dell'amore, la gente mente e lo fa pure in modo noioso. Tutto quello che ti serve sapere di una persona lo capisci dalla sua risposta alla domanda: qual è il tuo libro preferito?

Titolo: "La misura della felicità"
Autrice: Gabrielle Zevin
Casa editrice: Nord
Pagine: 320
Prezzo: 16.00
TRAMA
Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi». Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…

RECENSIONE
La misura della felicità è un libro che fa sentire a casa chi ama i libri e in generale chi ama il mondo letterario, per l'ambientazione in una libreria, richiami ad alcuni romanzi famosi, club letterari, il settore editoriale, scrittori, l'avvicinamento alla lettura, discussioni sull'e-reader vs il libro cartaceo, e la dolcissima Maya, che rispecchia il lettore che apprezza ogni singolo elemento di un libro.
I personaggi sono ben caratterizzati e ognuno ha il suo perché, ma i miei preferiti sono A.J. Fikry e Maya.
A.J. mi ricorda il Grinch e Mr. Darcy, perché sembra arrogante, burbero, ma in realtà è solo un uomo rimasto solo, che dopo l'arrivo di Maya - la svolta in una storia, come potrebbe dire Fikry- tutti capiscono che in realtà è una bella persona, con un gran cuore, e attraverso il suo personaggio percorriamo le fasi di una perdita: il lutto, la chiusura in se stessi e l'apertura di nuovo alla vita e all'amore.
Maya, intelligente e molto sveglia, mi piace come dicevo prima, proprio perché ricorda il rapporto di noi lettori con i libri, ma anche per il legame che instaura con A.J.
Una delle cose più belle è anche il quadernino per Maya scritto da A.J. che racchiude i titoli di 14 racconti, con la trama di ciascuno e una sua piccola recensione. 
Le recensioni apriranno ogni capitolo e sveleranno anche piccoli frammenti della vita di Fikry.
E' una storia dolce-amara, che si legge quasi tutta d'un fiato, che fa commuovere e sorridere, dove la felicità che all'inizio non è presente nelle vite dei personaggi, comincerà pian piano a spuntare e a salire.
La cover è molto tenera: mi piace moltissimo.

L'AUTRICE
Zevin Gabrielle
Laureata in Lettere a Harvard, da diversi anni Gabrielle Zevin ha intrapreso con successo la carriera di scrittrice e autrice cinematografica. Nel 2007, per la sceneggiatura di Conversations with Other Women, il film con Aaron Eckhart e Helena Bonham Carter, è stata nominata agli Independent Spirit Awards, i prestigiosi premi per il cinema indipendente americano. Entrato nella classifica del New York Times grazie al passaparola dei lettori, La misura della felicità è in corso di traduzione intutto il mondo ed è la conferma del talento di un’autrice unica.

martedì 24 giugno 2014

"Vincitori premi BigJump Rizzoli & BigJump KDP"


Ieri, Lunedì 23, sono stati annunciati i vincitori dei premi BigJump Rizzoli e BigJump KDP.

BigJump è un nuovo modello di concorso letterario in cui il gradimento e il consenso dei lettori hanno determinato la rosa dei trenta romanzi finalisti. Gli oltre 500 romanzi partecipanti, tutti caricati sulla piattaforma Kindle Direct Publishing di Amazon, e le oltre 500mila visite alla sezione dedicata a BigJump su 20lines testimoniano l’interesse del pubblico a questa sperimentazione editoriale innovativa.

Kindle Direct Publishing è uno strumento veloce, gratuito e facile per autori ed editori, per rendere disponibili i propri libri agli utenti Kindle in Italia e nel mondo. Tutti i romanzi che hanno partecipato al concorso sono disponibili in versione integrale su Kindle Store per il download e la lettura sui dispositivi della famiglia Kindle, eReader e tablet; e - grazie alle applicazioni gratuite di lettura Kindle - su iPad, iPhone, iPod Touch, smartphone e tablet Android; mentre 20lines è la comunità web di autori e lettori dove ogni giorno sono scritte e commentate centinaia di storie. 

  Il vincitore del premio BigJump Rizzoli è stato


 Titolo: "Dimmi se ne vale la pena"
Autrice: Stefania Balotelli
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 348
Prezzo ebook: 4.99
Prezzo cartaceo: da definire
TRAMA
Ginevra ha ventinove anni e sogna di girare il mondo con la sua Nikon. Ha talento, grinta e nessuna paura di mettersi in gioco pur di diventare una fotoreporter. Ma anche se hai le migliori intenzioni, a volte la combini grossa, per esempio intrecciando una relazione clandestina col tuo capo. Quando la moglie scopre tutto, per Ginevra le cose si mettono male: viene licenziata e spedita in una sgangherata rivista locale di Tremiglio, un paese così piccolo che non si trova neanche sulle carte geografiche. Ma come si possono realizzare i propri sogni con quattrocento euro al mese, in un posto dove l’evento dell’anno è la sagra della barbabietola? Eppure, sarà proprio Tremiglio a riservarle più di una sorpresa.

È possibile acquistare l’opera anche su Amazon al link www.amazon.it/BigJumpRizzoli.

 Vince il premio BigJump KDP 

 Il Cammino delle Parole
Titolo: "Il cammino delle parole"
Autrice: Veronica Gussoni
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 112
Prezzo ebook: 3.90
TRAMA
Sofia ha una fobia: ha maledettamente paura di guidare. Per questo decide di intraprendere un percorso di psicoterapia presso lo studio medico più vicino a casa, così da poterlo raggiungere a piedi. Sofia adora camminare. Comincia così il suo cammino introspettivo, fatto di tante parole. Ad accompagnarla in questo percorso, oltre alle persone più importanti della sua vita, prima fra tutte il suo grande amore Filippo, ci sarà una colonna sonora, musica classica suonata al pianoforte, che finirà per perseguitarla fino a portarla a rischiare di impazzire.
O forse Sofia è già impazzita?! Ma anche se fosse, sarebbe troppo facile. Questa, tuttavia, non è una storia semplice e alla fine lascerà senza parole.

Auto pubblicato dall’autrice attraverso Kindle Direct Publishing e promosso su Kindle Store, è disponibile per il download al link: www.amazon.it/BigJumpKDP

Su Kindle Store sono disponibili anche i romanzi vincitori dei premi BigJump Category, editi da Rizzoli: Nessun perdono, di Giuliano Fardo, per la categoria romanzi Gialli e Il cerchio del diavolo, di Giuseppe Pantò, per la categoria romanzi Storici.

 http://ufficiostamparizzoli.rcslibri.corriere.it/img/newsletter/Fardo.jpg 
Titolo: "Nessun perdono" 
Autore: Giuliano Fardo
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 242
Prezzo ebook: 4.99
TRAMA 
In un edificio fatiscente di una Palermo sventrata, immobile, più vera che mai, si nascondono verità indicibili. Sono i cadaveri di sei ragazzi, due donne e quattro uomini, trovati barbaramente uccisi.
Perché? Chi? Come? Provano a fare luce sulla verità Lucas, trentenne di apparente successo, proprietario di un club nel capoluogo siciliano, appassionato di donne, tatuaggi, rock e droghe, e Diomede, l'uomo d'azione, sempre più spesso lontano dall'isola e che ha trascorso gli ultimi tempi in Zimbabwe con i cercatori d'oro. Le loro vite un tempo molto vicine si sono fatte distanti, transitano su strade parallele,
ma i due hanno l'occasione di ritrovarsi e scrivere ciascuno la sua nuova storia, anche a costo della vita.
Tante voci narranti, una prosa ritmica e battente, le sonorità irresistibili del dialetto: è facile farsi sedurre, ipnotizzare dal fascino di Nessun perdono. Risvegliarsi è impossibile.  

  

Titolo: "Il cerchio del diavolo"
Autore: Giuseppe Pantò
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 358
Prezzo ebook: 4.99
TRAMA
Ducato di Milano, 1792. Mentre in Francia infuria la Rivoluzione, il cavaliere Giovanni Prandi della Torre torna nelle sue terre d'origine per scoprire il segreto legato al suo oscuro passato. L'unico indizio è un messaggio che la madre, in punto di morte, gli ha lasciato. Ben presto, però, la sua storia si rivela un vero e proprio mistero, legato a Milano, a un inquietante convento e agli attacchi di una creatura metà bestia e metà uomo che continua a mietere vittime nei dintorni della città e che alcuni credono l'incarnazione del diavolo. Il cerchio del diavolo di Giuseppe Pantò è un thriller storico dalle tinte esoteriche in cui niente è come sembra, un viaggio tra le pieghe più oscure della Storia e della mente umana, che terrà il lettore inchiodato fino all'ultima riga. 

venerdì 20 giugno 2014

"Un vestito color del vento" di Sophie Nicholls

“A volte è un tessuto difficile da lavorare, questa storia: mi scivola tra le dita come il jersey o si arriccia sotto l’ago come il broccato. Ma altre volte, quando lo stendo sulle ginocchia, è leggero e regolare come la cotonina a quadretti, con linee dritte che l’ago può seguire per cucire una storia all’altra, una parola all’altra. Ed è così che inizierò”.

Titolo: "Un vestito color del vento"
Autrice: Sophie Nicholls
Casa editrice: Tre60
Pagine: 260
Prezzo: 9.90
In arrivo: 26 Giugno
TRAMA 
In un gelido giorno di gennaio, due donne arrivano nel placido paese di York: sono l’esuberante Fabia Moreno e sua figlia Ella. Alle spalle hanno un passato difficile da dimenticare, di fronte a loro l’eccitante impresa di aprire un negozio di abiti e accessori vintage, un negozio da sogno, come a York non se ne sono mai visti.
Non tutti però sono pronti ad accoglierle a braccia aperte, anche perché Fabia non è disposta a rinunciare alla propria unicità per assecondare il conformismo dei compaesani.
Fabia consiglia sempre l’abito o l’accessorio giusto per ogni sua cliente, comprende i loro desideri e le loro speranze, e all’interno di un orlo o dentro a una tasca o sotto un colletto ricama segretamente una parola: una sola parola, scelta con cura, che accompagnerà quella donna a la aiuterà…
Tra uno Chanel originale e una spilla Liberty, tra un bauletto Gucci e una boccetta di profumo da collezione, nel negozio di Fabia s’intrecceranno segreti, amori e destini… e la vita di York non sarà più la stessa.

L'AUTRICE
Sophie Nicholls insegna scrittura creativa e si è specializzata nello studio degli effetti terapeutici della scrittura. Il suo romanzo d’esordio, Un vestito color del vento, ha raggiunto la vetta delle classifiche inglesi ed è rimasto per cento giorni nella top ten di Amazon.uk.
Il suo sito è www.sophienicholls.com

Che ne pensate? A me sembra molto carino :)


 

giovedì 19 giugno 2014

"Under" di Giulia Gubellini -"Under the series" di Ivan Silvestrini


UN’ITALIA TERRIBILE E DISTOPICA PROTAGONISTA DI
  UNDER e UNDER THE SERIES 

È la prima volta in assoluto, una doppia uscita che segna un nuovo capitolo nell’editoria nazionale. Il 25 giugno 2014, in contemporanea nelle librerie italiane e su under.nanopress.it, debuttano rispettivamente UNDER, il romanzo di Giulia Gubellini (Rizzoli) e UNDER THE SERIES, la web serie liberamente tratta dall’omonimo libro, scritta e diretta da Ivan Silvestrini.
 Under 
Titolo: "Under"
Autrice: Giulia Gubellini
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 320
Prezzo: 14.90
TRAMA
Italia, 2025. Quando Alice si risveglia in una cella dal soffitto basso e le pareti strette, in sottofondo l’urlo di una sirena, salta in piedi sulla branda, con il cuore che le martella nel petto. Quando poi la voce metallica di un altoparlante le ordina di dirigersi verso la Sala Comune, si accorge di non essere sola: insieme a lei ci sono altri dodici ragazzi, i detenuti dei Centri Rieducativi più pericolosi del Paese. L’ultima cosa che ricorda, Alice, è la protesta a Città 051 contro l’Autorità Provvisoria, che controlla la politica, e il blindato nero in cui è stata trascinata insieme ad Andrea, il ragazzo che le piace. Non avrebbe mai immaginato di risvegliarsi in un bunker tra le Alpi, è certa di essere stata rinchiusa lì per errore. Divise grigie e cibo in scatola, un orologio arancione al polso, il tempo nel bunker sembra non passare mai in attesa delle 17, ora in cui ogni giorno due Sfidanti sono chiamati a lottare all’ultimo sangue nella Gabbia. Per Alice è subito chiaro che là sotto, anche se hai sedici anni, non hai diritto di avere paura e nemmeno di innamorarti. Perché dentro Under, il reality show della morte di cui è cavia insieme ai compagni, si sopravvive solo uccidendo. Ma anche nella prigione più terribile puoi scoprire chi sei e cambiare le regole. Insieme, ribellarsi è possibile, e il gioco al massacro può trasformarsi in rivoluzione… 

UNDER THE SERIES
 
 
       
Volti d’eccezione per UNDER THE SERIES: la partecipazione straordinaria di Gianmarco Tognazzi nei panni dell’inquietante T, Valentina Bellé, Chiara Iezzi, Giorgio Colangeli, protagonisti rispettivamente nel ruolo di Alice, della misteriosa Tea e del temuto Presidente dell’Autorità Provvisoria. Al loro fianco, inoltre, Matteo Martari, Josè Dammert, Antonio Monsellato, Teresa Romagnoli, Lucrezia Pivato e un cast di giovani talentuosi.

Una web serie tutta italiana, di qualità cinematografica, ideata e prodotta da Anele di Gloria Giorgianni, Rizzoli e Trilud, con la collaborazione di Sugar Music, Redigital, Jeansbox.

10 puntate da 5 minuti circa a cadenza settimanale che catapultano lo spettatore in una futuristica e sanguinaria Italia del 2025, distrutta dal default economico e in mano a un’Autorità Provvisoria di stampo militare che, per fronteggiare la crescente ribellione delle masse popolari, ha messo a punto una speciale arma di dissuasione: l’esecuzione di 13 ‘ribelli’ in diretta tv con un format in stile reality show chiamato Under.

«L'occasione era imperdibile: non capita spesso di poter realizzare un racconto distopico in Italia», racconta Ivan Silvestrini. «Under è una serie di genere audace da tutti i punti di vista: c'era da raccontare un mondo nuovo con puntate molto brevi, per renderlo inquietante e affascinante. Volevo che a una narrazione ipnotica si accompagnasse un'estetica dal potenziale cinematografico. È stata una vera sfida e a me le sfide piacciono».

La colonna sonora originale è ideata e composta dal musicista Matteo Curallo (edita da Sugar Music). 

 L’anteprima nazionale del progetto si terrà  presso la Casa del Cinema di Roma
lunedì 23 giugno 2014 alle ore 11,30 con la presentazione dei primi tre episodi

Per scaricare l'invito per partecipare, conoscere meglio il romanzo e la serie, e fare un test per sapere a chi assomigliate, cliccate QUI
Io sono uscita Resistenza, cioè potrei entrare a far parte di coloro che vogliono liberare l'Italia dall'oppressione dell'Autorità Provvisoria :)
Complimenti alla Rizzoli, con uno sguardo sempre oltre l'orizzonte!!
Vi incuriosisce questa nuova uscita?

 

martedì 17 giugno 2014

"Alcuni consigli libreschi"


Buon pomeriggio :)
Come state?
Sono passata per segnalarvi alcuni libri già usciti o in arrivo, che spero possano incuriosirvi.

 

Titolo: "La misura della felicità"
Autrice: Gabrielle Zevin
Casa editrice: Nord
Pagine: 320
Prezzo: 16.00
In arrivo: 19 Giugno
TRAMA
Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di «abbassare i prezzi». Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata. Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l’esistenza. Perché Maya è animata da un’insaziabile curiosità e da un’attrazione istintiva per i libri – per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell’affascinante mosaico di parole che riempie le pagine – e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore…
La misura della felicità è una dichiarazione d’amore per la vita e le sorprese che ci riserva, ma soprattutto per i libri e i lettori, perché, come ci insegna la storia di A.J. Fikry, condividere un libro è il modo migliore per aprire il nostro cuore e raccontare qualcosa di noi. 



 http://www.lamelavvelenata.com/wp-content/uploads/2014/06/Arabesque3.jpg
«Non gliel’hai detto.»
Frank alzò per la prima volta lo sguardo, specchiandosi nell’azzurro
surreale delle sue iridi.
«No. E non voglio che lo sappia.»
«Perché mai?» Una piccola campanella tintinnò accanto alla finestra
socchiusa. Si era alzato un refolo di vento freddo, che sapeva di ghiaccio.
«Potrebbe essere quello che lui vuole.»
«Ma non è quello che voglio io.»

Titolo: "Arabesque"
Autrice: Livin Derevel
Casa editrice: La Mela Avvelenata
Pagine: 544
Prezzo ebook: 2.99
Prezzo cartaceo, in arrivo a Luglio su Amazon: 13.00
TRAMA
Non è la giornata fortunata di Bentley Flores.
L’esame per cui si era dato tanto da fare è stato improvvisamente rimandato, la ragazza per cui ha una cotta non ha tempo da dedicargli, e piove. In più ecco spuntare una donna un po’ hippy e un po’ santona che lo usa come facchino prima di regalargli una lampada di dubbio gusto come ringraziamento.
Tornare a casa gli pare la salvezza, e invece... e invece chi è quello strano ragazzo tutto sorriso che Bentley non ha mai visto prima? Perché sembra così affezionato a lui? Ma soprattutto, com’è che ha la capacità di esaudire desideri?
Bentley non ha idea di cosa inizi a succedere nella sua vita, e tenterà di trovare il modo di cavarsela attraverso una storia impregnata di realismo magico, dove suo malgrado sarà eletto il padrone di un inaspettato genio della lampada...

http://digilander.libero.it/notsosweetde91/la-linea-sottile-coverMQ.jpg 
Titolo: "La linea sottile"
Autrice: Denise Aronica
Pagine: 240
In arrivo: 14 Luglio
TRAMA 
Quando Beth torna dal college per l’estate nella piccola cittadina di Queen’s Creek, in Arizona, non sa che la sua vita sta cambiare. Senza rendersi conto di come o perché, si ritrova a passare attraverso uno specchio e finisce in un mondo apparentemente simile al suo, ma non del tutto identico. Nella realtà al di là dello specchio, infatti, la madre di Beth, morta suicida anni prima, è viva e vegeta e le appare davanti canticchiando mentre si appresta a fare il bucato. Anche suo fratello maggiore, Joe, scomparso da mesi, si aggira per casa in tutta tranquillità e la sua sorellina più piccola, Amy, da tempo ricoverata in una clinica psichiatrica, sembra stare alla grande. Beth scopre che qualsiasi specchio diventa una porta, sotto le dita di chi, come lei, possiede il Dono. E che attraverso quella porta si può avere accesso a infinite possibilità. Infiniti mondi alternativi. Assieme al suo amico immaginario, Peter, e alla sua migliore amica, Charlie, Beth scoprirà la verità sulla sua famiglia e verrà coinvolta in un qualcosa che si rivelerà essere più grande di lei. Qualcosa che potrebbe mandare in frantumi la sua vita. Riuscirà a vegliare su coloro che ama e, allo stesso tempo, a fare la cosa giusta prima che sia troppo tardi?
  
La trama m'ispira tantissimo e la cover è carinissima!!! Se volete conoscere meglio il libro, provarlo a vincere o prenotarne una copia speciale andate sul blog di Denise: http://denisearonica.blogspot.it/

Fatemi sapere quale vorreste leggere assolutamente :) 

venerdì 6 giugno 2014

Recensione "Tutti i giorni sono dispari" di Pierdomenico Baccalario


Non so se sia questa la bellezza che ho tanto cercato, ma di sicuro so che di questa bellezza voi non ve ne state accorgendo, e la considerate normale, quando invece è straordinaria.

Titolo: "Tutti i giorni sono dispari"
Autore: Pierdomenico Baccalario
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 180
Prezzo: 16.90
SINOSSI
Certe volte, in Afghanistan, il cielo è talmente limpido che se alzi la testa hai la sensazione di poter assaggiare il gusto delle stelle. E ci sono laghi così trasparenti che persino l'aria sembra riflettersi dentro. È il mondo dove è cresciuto Hazrat, che lui conosce da sempre. Ma è anche il mondo dove resta l'odore della guerra, che ti impregna i vestiti e nella mente ti gioca terribili scherzi. E così, quando a casa arriva un brutto incantesimo, e il sorriso di suo padre scompare, Hazrat sa che qualcosa sta per accadere. Quando arriva la follia, di notte, della famiglia di Hazrat non restano che macerie. Niente è più come prima, il mondo gli ha girato le spalle. E lui avrebbe potuto restare lì, a piangere, oppure fare la stessa cosa: girarsi, e scappare dalla parte opposta, il più lontano possibile. Gli basta uno zaino con lo stretto indispensabile, un paio di scarpe da ginnastica per quando bisognerà correre veloce, e una sola idea chiara in testa: vivere. Anche quando incontrerà i vigliacchi che gli insegneranno una parola, kamikaze, che ora non riesce nemmeno a sussurrare. Hazrat viaggia e scappa per migliaia di chilometri, attraversa confini che mai avrebbe pensato di valicare, con persone che barattano la vita con tutto quello che trovano, e altre che mai avrebbe pensato esistessero. E alla fine arriva in Italia, un paese che è quasi un miraggio, dove le persone sembrano sempre ballare e dove, ne è sicuro, tutti i giorni sono dispari.

RECENSIONE 
Una storia vera raccontata in terza persona, che ripercorre l'infanzia e il lungo viaggio di Hazrat Safari per raggiungere l'Italia.
Un racconto dove non troverete lunghi orpelli, ma solo la verità nuda e cruda, espressa in maniera chiara e semplice in brevi capitoli, per capire i motivi che l'hanno spinto a venire in Italia, motivi comuni a tanti immigrati.
Hazrat lascia a soli 12 anni la vita semplice, i colori e i cibi del suo paese, ma anche l'odore della guerra che lo impregna, un padre con poco amore, orrori, violenza, e parenti che sono legati a lui solo per la parentela di sangue, per cominciare un viaggio verso l'Italia colmo di pericoli, di prove da superare con l'aiuto di Dio, persone perfide, ore passate al buio dove l'unico rumore è quello di un bus o di una macchina che lo nasconde, chiuso in spazi angusti dove l'unica cosa che p fare è respirare, ore passate ad aspettare il proprio turno per ammirare uno scorcio di cielo, e giorni in cui l'importante è correre fino a superare il limite, fino a non sentire più le gambe, pur di scappare verso la libertà, via da mani violente e dal rumore delle armi, per avere una vita tranquilla e normale.
L'infanzia di Hazrat non è stata come quella di tanti bambini italiani: lui ha cominciato a correre, non per giocare ma per fuggire, ha imparato come comportarsi per far sì che le botte terminassero o che gli causassero meno danni, andava a scuola felice finché non è arrivato a pensare che era una cosa brutta, ha dovuto lavorare sopportando turni insostenibili e pericolose mansioni, ha imparato a diffidare delle persone, ha imparato che essere bambini non era una fortuna, perché non era utile per farsi ascoltare e valere, e si è dimenticato cosa volesse dire giocare.
Ciò che mi ha colpito del protagonista è stato il suo coraggio, il suo ottimismo nonostante tutto e la sua forza d'animo, per vivere un'esistenza migliore, una vita degna di essere chiamata così.
Mi è piaciuta la mappa all'inizio e alla fine, che percorre le tappe  del lungo viaggio di Hazrat, la scelta della cover e il titolo, perché tutti i giorni sono dispari in quanto quasi tutti i tentativi verso una vita migliore sono capitati in un giorno dispari e dispari per lui significa quindi fortuna.
Quando vi domandate: che cosa vengono a fare in Italia queste persone, quando la vita qui risulta difficile già per noi?  Beh, leggete la storia di Hazrat Safari e lo capirete.

GLI AUTORI

Pierdomenico Baccalario 
Pierdomenico Baccalario è nato il 6 marzo del 1974 ad Acqui Terme, una piccola e tranquilla cittadina piemontese. Vive e lavora a Reading, in Inghilterra. Ha scritto numerosi libri di avventure per ragazzi, alcuni dei quali, firmati con lo pseudonimo di Ulysses Moore, sono stati tradotti in più di 25 lingue. È una delle firme per ragazzi delle pagine della cultura di Repubblica.  

Hazrat Safari è nato in Afghanistan 20 anni fa. Questo non è sempre stato il suo nome, ma ha viaggiato con lui. E lo ha reso una persona libera.

mercoledì 4 giugno 2014

Ritratto di signora (29)

Buongiorno :)
Ieri avrei dovuto pubblicare "Ritratto di signora", ma con la mia testa perennemente tra le nuvole (per questo sono sognatrice) me ne sono completamente dimenticata, ma rimedio subito.
Questo mese la parola va a Monica.
Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the PinklandStasera cucino ioBooks Land e Un libro per amico.


Come ormai avrete capito, voi che mi seguite da un po’ di tempo, la fotografia è una delle mie passioni.
Poter fermare un momento in un frammento fotografico è qualcosa di veramente unico, lascia un’impronta e permette a noi stessi di ricordare cose del passato, momenti belli o brutti che siano.
Ci sono poi immagini che rimangono scolpite nella mente delle persone, fotografie famose in tutto il mondo ed è proprio qui che inizia questa storia.

Era una splendida mattina assolata, e mentre aspettavo che la mia dolce metà finisse di far colazione mi ritrovai a sfogliare un libro di fotografia.
A dire la verità era stata la copertina del libro ad attirare la mia attenzione, d’altra parte con un viso del genere era praticamente impossibile non rimanere folgorati. 

 http://www.lettera43.it/upload/images/04_2012/l43-ragazza-afgana-steve-120405133107_big.jpg 
Da quel giorno, sperduti in un ranch Canadese, in cui stavamo passando la nostra Luna di Miele, la mia passione (o ossessione chiamatela come volete) per questa immagine è cresciuta a dismisura.

Più guardavo la foto, più mi chiedevo chi fosse quella giovane ragazza. I suoi occhi fieri sembravano sfidarmi, e mi chiedevo quale fosse la sua vera storia.
Le poche parole che accompagnavano la foto (scattata dal grandissimo fotografo del National Geographic, Steve McCurry) parlavano di lei come una giovane profuga Afghana.
Il fotografo l’aveva incontrata, nel 1984, in un campo profughi a Nasir Bagh in Pakistan, vicino alla città di Peshawar; campo che ospitava i rifugiati fuggiti dall'Afghanistan occupato dai sovietici.

Al momento dello scatto la ragazza doveva avere circa dodici anni, era orfana ed era riuscita a raggiungere il campo con la nonna e i fratelli.
Poche righe che non rendevano giustizia a quel viso. Inutile dire che volevo saperne di più.

Il bello di questa storia, è che tutto il mondo era rimasto folgorato da quell’immagine. Quando uscì per la prima volta (nel 1985) sulla copertina del National Geographic tutti si chiesero chi fosse veramente quella ragazza, e soprattutto cosa ne fosse stato di lei.

In un paese perennemente in conflitto quante possibilità c’erano di riuscire a ritrovarla e scoprire di più sulla sua storia?

Nel 2002, esattamente un anno dopo il mio viaggio di nozze, Steve McCurry e il National Geographic decisero di intraprendere una nuova spedizione per ritrovare “la ragazza Afghana”.

Non era un periodo facile, non lo è tutt’ora per quei luoghi. La ferita lasciata dagli eventi dell’Undici Settembre era troppo fresca e il mondo guardava a quel paese come al luogo di tutti i mali del pianeta. Eppure, tra diffidenza, disperazione e guerra, una giovane donna stava per essere ritrovata.

Il giorno in cui vidi la nuova copertina del National Geographic rimasi scioccata. Avevo seguito la vicenda, ma non ero pronta a quello che avrei visto sfogliando il giornale. 

http://admin.servizioclienti.repubblica.it/systemImages/images/771bfd1b9ee2c0cf62883eef1d9108c6/0be294d79c1e30ad428c334fdf9b6621/images_6642b4fa61515bdc85799b301b9c4ee2.JPG 
Mi ricordo che tornai a casa con il giornale stretto tra le mani. Era arrivato il momento di saperne di più su di lei, chi era veramente, cosa aveva fatto in tutti quegli anni? Così arrivata a casa mi accoccolai sul divano pronta a leggere l’articolo, che tanto avevo atteso.
Prima di tutto, devo dire che la redazione del National Geographic ha fatto diversi esami per essere sicura di aver trovato la persona giusta. Tra questi, l’articolo iniziale parlava di un esame dell’iride, che è un po’ come quello delle impronte digitali.. non c’erano dubbi, la donna che Steve McCurry aveva ritrovato era proprio la stessa ragazza.

Con un timore quasi reverenziale, guardai per la prima volta il viso di Sharbat Gula, quasi vent’anni dopo il primo scatto.


http://www.archiviocaltari.it/wp-content/uploads/2011/08/2004855912_a439bfba991.jpg
McCurry, e la troupe del National Geographic, erano riusciti a trovarla grazie ad un uomo che l’aveva riconosciuta. Sharbat aveva vissuto per anni nel campo profughi, insieme ai fratelli, e poi era riuscita a tornare nella sua terra di origine e viveva insieme al marito e ai figli sulle montagne. 

 
Credo che sia stato scioccante per McCurry trovarsi di fronte una donna completamente diversa da quella fotografata tanti anni prima. Per me lo è stato, tanto che inizialmente mi ero convinta che non fosse la stessa persona.

In occasione di una mostra, qualche anno dopo mi sono recata a Modena per vedere con i miei occhi quelle fotografie. 

 http://www.lindiependente.it/wp-content/uploads/2013/10/02-steve-mccurry-overwhelmed-by-life-museum-fu-r-kunst-und-gewerbe-amburgo-620x350.jpg
Osservando le foto a grandezza umana, alla fine mi sono convinta. La persona fotografata nel 2002 è la stessa del 1984. Il problema vero, è ciò che questa donna ha dovuto passare negli anni.

La condizione della donna Afghana, sotto il regime talebano, è sicuramente una delle più difficili da comprendere. Queste sono solo alcune delle restrizioni a cui vengono sottoposte:

- Completo divieto per le donne di lavorare fuori di casa, il che vale anche per insegnanti , ingegneri e la maggior parte dei professionisti. Solo alcune donne medico e infermiere hanno il permesso di lavorare in alcuni ospedali a Kabul.
- Completo divieto per le donne di attività fuori della casa se non accompagnate da un mahram (parente stretto come un padre, un fratello o un marito)
- Frustate in pubblico per le donne che non hanno le caviglie coperte.
- Lapidazione pubblica per le donne accusate di avere relazioni sessuali al di fuori del      matrimonio. 
- Divieto per le donne di ridere ad alta voce.
- Divieto per le donne di indossare vestiti colorati vivaci. 
- Pittura obbligatoria di tutte le finestre cosicchè le donne non possano essere viste da fuori delle loro case.

Ne avrei tante altre da scrivere, ma credo che queste siano più che sufficienti a descrivere il mondo in cui una donna come Sharbat è cresciuta. Se a questo aggiungete un paese perennemente in guerra, è facile capire come quello sguardo fiero si sia trasformato in quello che vediamo nelle foto sopra riportate.

Non è facile per me parlare di questi argomenti, non giudico nessuno, ma al tempo stesso mi è sempre stato insegnato che in quanto persona io posso esprimere il mio parere su ogni argomento. Posso vestire come meglio mi aggrada, ho avuto la possibilità di studiare e di formare una mia personalità.

In questi ultimi anni, per fortuna, ci sono associazioni che stanno lavorando sul campo Afghano, per permettere alle donne di emanciparsi, di trovare una loro posizione e soprattutto per non dover più guardare negli occhi una donna come Sharbat e leggervi quel velo di tristezza infinita.
        
A queste donne coraggiose, va tutta la mia stima. A loro dico di non arrendersi e di continuare a credere che un futuro migliore può nascere, se lo si vuole e ci si crede.

Il mio ultimo pensiero va alla giovane Sharbat, a quella ragazzina inconsapevole che si è lasciata fotografare in un campo profughi. A lei che si è arrabbiata quando ha rivisto la sua foto per la prima volta vent’anni dopo, perché i vestiti erano sciupati, a lei che con i suoi occhi ha ispirato milioni di persone, alla donna che poteva essere e alle nuove generazioni che verranno.. spero in un futuro luminoso per tutte loro. 


Conoscevate la storia di Sharbat? Io mi ricordo di aver visto la foto scattata quando era ancora una ragazzina, ma non conoscevo la sua storia, e vedere il suo volto dopo vent'anni mi mette addosso tristezza e rabbia.  Spero che il futuro per queste donne sia completamente diverso, perché non è giusto, non è umano, il modo in cui sono costrette a vivere!!
Al prossimo mese, 

Franci, Monica, Miki, Fede e Daniela.
  

martedì 3 giugno 2014

Recensione "La Casa" di Tom Rob Smith

 

Titolo: "La Casa"
Autore: Tom Rob Smith
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 338
Prezzo: 18.90
TRAMA
«Tua madre Tilde non sta bene, deve essere ricoverata in un ospedale psichiatrico, ma è scomparsa». Quando Daniel riceve la telefonata del padre Chris, il mondo gli crolla addosso: fino a quel momento pensava che i genitori, una volta abbandonata Londra, si stessero godendo la pensione nella loro casa sulla costa svedese. Ma il peggio deve ancora venire: perché poco dopo la telefonata di Chris, Tilde arriva a Londra, a casa di Daniel: «Tutto quello che ti ha detto papà è una bugia. Non sono pazza. Dobbiamo parlare». E gli racconta una storia terribile, fatta di misteriose presenze, menzogne e un orrendo delitto che potrebbe coinvolgere un vicino di casa e, forse, anche Chris. Daniel non sa più a chi credere. Per scoprire la verità, dovrà scavare nella storia della sua famiglia e in se stesso.

RECENSIONE 
Tom Rob Smith prendendo spunto da una vicenda personale crea un thriller dal ritmo serrato, dove le pagine finiscono in un lampo per la curiosità di scoprire chi tra Tilde e Chris, i genitori di Daniel, voce narrante, dica la verità.
La vicenda si svolge a Londra e in Svezia, ma è quest'ultima ad essere l'ambientazione principale, con le sue tradizioni e i suoi paesaggi caratteristici, in cui l'autore riesce a mostrarne il lato bello pur raccontando una storia angosciante.
Daniel ha trascorso un'infanzia tranquilla e serena, grazie a due genitori che si amano, che condividevano il lavoro, oltre alla vita privata, e che discutevano solo quando lui non era presente, facendogli trascorrere fino all'età più adulta una vita felice, ma con la strana telefonata del padre e l'arrivo della madre dalla Svezia verranno allo scoperto segreti e decisioni tenute nascoste, che mostreranno anche la parte meno felice della coppia.
Daniel si ritroverà quasi a non riconoscere i suoi genitori e dovrà decidere se credere al padre o alla storia di sua madre, composta da prove che potrebbero fermare degli assassini.
La storia è divisa in due parti non solo dal punto di vista narrativo, che vede l'alternarsi di breve battute da parte del figlio durante il racconto minuzioso di Tilde e successivamente l'indagine verso la verità di Daniel, ma anche per quanto riguarda la personalità di Daniel, perché nella prima parte è un uomo adagiato sugli allori, che invece di pensare a ciò che sarebbe voluto diventare, sceglie il lavoro più facile, visto che si avvicina molto a quello dei genitori, e che tiene nascosta una parte fondamentale della sua identità; mentre nella seconda parte vediamo il nuovo Daniel, che prende in mano la sua vita.
Gli elementi per rimanere affascinati da questo giallo ci sono tutti, dalla trasformazione dei genitori, a una casa in un posto sperduto, strani ritrovamenti, un rifugio chiuso a chiave che contiene una stanza inaccessibile, avvenimenti che sembrano surreali, scomparse, uomini dal comportamento ambiguo e antiche storie di troll, figure minacciose o guardie del focolaio, tipiche del luogo.
Il finale che mi ha lasciato come un'ebete perché non credevo che il libro si concludesse così, tanto che credevo di aver saltato delle pagine o che ne mancassero per errore, lascia ad una libera interpretazione del lettore, ma non vi preoccupate il caso invece viene risolto e viene spiegato.
Un thriller molto coinvolgente, che spero possa diventare un film.

 
      

L'AUTORE
Tom Rob Smith
Tom Rob Smith è nato nel 1979 a Londra, dove tuttora vive, da madre svedese e padre inglese. In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Sperling & Kupfer. 

domenica 1 giugno 2014

Recensione "Divergent-Insurgent-Allegiant" di Veronica Roth

 

RECENSIONE:
L'autrice è riuscita a creare un mix d'azione, riflessioni, amore e combattimento perfetto, usando uno stile fluido e chiaro, in grado di creare immagini di ogni scena.
La storia è raccontata in Divergent e Insurgent dal punto di vista di Beatrice/Tris, che ho trovato favolosa, essendo una ragazza coraggiosa, legata alla propria famiglia, capace di superare ogni caduta, che ragiona più con il cuore, d'impulso, mentre in Allegiant i punti di vista diventano due: Tris e Quattro.
I temi trattati sono molti: la cerimonia della scelta, in cui i ragazzi di 16 anni devono decidere in quale fazione entrare, rappresenta secondo me il momento della vita in cui bisogna decidere chi diventare da grandi e questa scelta può risultare facile o no; l'iniziazione, in particolare degli Intrepidi, è la capacità di cavarsela da soli, di essere autonomi, un percorso di crescita dove bisogna affrontare le proprie paure o imparare a gestirle, capire su chi si può contare, imparare a rialzarsi, buttarsi, e durante questo percorso avviene la trasformazione fisica e mentale ed è proprio grazie al punto di vista di Tris che è possibile seguire questa crescita; il primo amore, con le paure, le sensazioni che suscita, i gesti e il linguaggio del corpo; la lotta per la giustizia e per un mondo migliore, che può essere fatta con la violenza oppure no; il ruolo della scienza e dei potenti, che a volte credendo di agire per il bene della società giocano a far Dio, andando solo a peggiorare le cose; la discriminazione; la disuguaglianza; la violenza domestica; il suicidio; i sacrifici per amore; il lutto; il perdono; gli anziani che sembrano non avere più importanza; le prigioni, che dovrebbero anche aiutare il cambiamento delle persone; la famiglia; l'accettazione di se stessi; la paura di andare oltre a ciò che si conosce, e la fiducia nelle persone.
Questi temi possono essere visti sia nella storia in sè, sia nelle varie figure.
Oltre a Tris, mi è piaciuto anche Quattro che è protettivo, con una storia forte alle spalle, che ha contribuito a forgiare il suo carattere, ma in generale ho trovato interessanti tutti i personaggi.
Questa trilogia ricorda anche la bellezza di essere unici, perché le nostre diversità possono arricchire un popolo e allo stesso tempo ricordarci che siamo tutti uguali, siamo tutte persone da rispettare, e lancia anche un messaggio positivo: essere gentili, coraggiosi, onesti e altruisti.
Mi sono commossa e sono rimasta sorpresa da alcune scelte dell'autrice.
Una bellissima vicenda, dove i giovani fanno la differenza, perché noi giovani siamo il futuro!

L'AUTRICE
Veronica Roth vive con il marito a Chicago e si dedica alla scrittura a tempo pieno. Ha esordito giovanissima con Divergent (pubblicato da De Agostini Libri nel 2012). Il primo volume di una trilogia distopica a cui hanno fatto seguito Insurgent e Allegiant, bestseller mondiale che ha raggiunto i vertici della classifica del “New York Times”. 

Non vedo l'ora di vedere anche il film di cui ho sentito parlare molto bene :)
Ho appena scoperto che l'autrice ha scritto la storia anche dal punto di vista di Quattro, che dovrebbe essere pubblicata in un unico libro, contenente 4 episodi (Il trasferimento, L'iniziato, Il figlio, Il traditore) in uscita in America a Luglio.