sabato 10 maggio 2014

Recensione "Il bizzarro incidente del tempo rubato" di Rachel Joyce

 
Titolo: "Il bizzarro incidente del tempo rubato"
Autrice: Rachel Joyce
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 384
Prezzo: 17.90
TRAMA
Nel 1972 Byron Hemmings ha undici anni e una vita perfetta: vive in una grande casa elegante, ha una mamma impeccabile che fa impallidire tutte le altre, frequenta una scuola privata che è l’anticamera di una carriera dorata e il suo migliore amico, James, è il ragazzino più sveglio che conosca. Tanto sveglio da leggere il Times e da scovare la notizia del secolo: quell’anno verranno aggiunti due secondi al tempo, per allineare gli orologi al movimento naturale della Terra. Mentre James considera l’evento l’ennesima conquista del Ventesimo secolo – l’uomo è persino andato sulla Luna – per Byron quei due secondi diventano un’inquietante ossessione: come si può alterare il tempo senza provocare conseguenze irreparabili? La conferma ai suoi dubbi arriva la mattina in cui, come sempre, la mamma lo sta portando a scuola con la sua Jaguar fiammante: è in ritardo e, per fare più in fretta, rompe lo schema ordinato di ogni giorno imboccando una strada nuova. Dalla fitta nebbia sbucano case fatiscenti, alberi giganteschi e, all’improvviso, una bambina su una bicicletta rossa. Proprio mentre Byron vede le lancette del suo orologio andare indietro di due secondi. Poi tutto sembra tornare normale: la mamma non si è accorta di nulla, la scorciatoia li ha fatti arrivare puntuali e il tempo ha ricominciato a scorrere con il suo ticchettio regolare. Soltanto Byron sa che quell’attimo ha cambiato ogni cosa, che la sfera perfetta della sua esistenza si è impercettibilmente incrinata e che quella scalfittura è destinata ad allargarsi col passare dei giorni. Forse degli anni. Eppure la vulnerabilità di un bambino, la fragilità di una madre, l’impensabile, a volte tragica, irregolarità del tempo possono essere riscattate. Da un unico, altrettanto inatteso, gesto d’amore. Dopo il successo de "L’ imprevedibile viaggio di Harold Fry", Rachel Joyce ci regala un’altra storia originalissima e diversa, con personaggi indimenticabili, buffi e teneri, sempre un po’ bizzarri, ma anche veri e toccanti. Memorabili. 

RECENSIONE 
E' strano come due secondi in più possano modificare il corso degli eventi, cambiando attraverso una reazione a catena l'esistenza dei personaggi.
Come nel precedente romanzo anche qui la causa di tutto è un evento negativo, ma rispetto alla storia di Harold in cui si alternavano momenti allegri con momenti più  intensi, qui ci troviamo davanti a un passato e a un presente molto più cupi.
Un bizzarro incidente trasformerà il protagonista in un ometto, che cercherà di rimettere le cose come erano in origine, di far tornare la madre felice e di scoprire gli inganni.
Ci troviamo di fronte a una famiglia apparentemente perfetta: una bella casa, una scuola prestigiosa per i figli e una macchina che fa invidia a tutti, ma appunto l'apparenza inganna: le amiche di Diana, la madre di Byron, non aspettano altro che vederla crollare; Diana che sembra una casalinga perfetta, in realtà dentro di sè urla a squarciagola, e questo incidente non farà altro che incrinare la sua fragile parvenza; e il padre, presente solo nei fine settimana, è freddo, distaccato ed esageratamente attaccato e preoccupato delle apparenze.
Byron che è un protagonista tenerissimo, è il contrario del padre: ha una parola sempre gentile, si comporta da bravo fratello, si preoccupa sempre che la madre sia felice, andando sempre in suo soccorso e si sente inferiore al suo migliore amico James che capisce sempre tutto al volo, così preciso e organizzato.
Questi sono alcuni dei personaggi che troveremo nella vicenda narrata nel passato, mentre nel presente seguiremo la storia di Jim: un uomo fragile, buono, con innumerevoli rituali da ripetere per far sì che non accada niente di brutto a nessuno, balbuziente, a causa dell'elettroshock, ma anche a causa dell'insicurezza, che riesce a sentirsi sicuro solo a contatto con la natura, coltivando fiori e curando l'ambiente. Durante la lettura, conosciamo frammenti del suo passato, che si presentano improvvisamente durante la sua vita quotidiana e non è un caso se l'autrice ha inserito anche Jim nella storia. 
Si parla di sentimenti repressi, personalità tenute nascoste, di ricordi che è meglio seppellire, di ingenuità, di approfittatori, degli effetti dell'elettroshock, di cattiveria gratuita e di fragilità, ma anche di bontà, del calore di una madre, di momenti da non dimenticare, incontri speciali che offrono l'opportunità di riscattarsi, e personaggi stupendi.
Rimango sempre incantata dalla capacità di descrivere l'ambiente da parte dell'autrice, che sembra proprio amare la natura, paragonandola a volte ad aspetti dell'uomo, a oggetti o cibi, e ciò avviene anche nella descrizione dei personaggi. 
Personaggi che a volte saranno molto particolari: una ragazza che conosce storie stravaganti che puntualmente finiscono male, una donnona che d'impatto sembrerebbe tutto, fuorchè delicata d'animo, un anziano sempre serio, che sembra voler tenere lontana la vita...
Una storia che ci ricorda di sperare sempre, messaggio da tenere bene a mente nei momenti più difficili.
Un romanzo pieno di sentimento, che porterà il lettore a commuoversi.

L'AUTRICE 
Rachel Joyce 
Rachel Joyce è nata nel Gloucestershire, dove vive tuttora con il marito, le figlie e tantissimi animali. Ha lavorato diversi anni per i canali radiofonici della BBC, scrivendo sia sceneggiati originali sia adattamenti di grandi classici della letteratura. Questo è il suo primo, celebratissimo romanzo, bestseller in Inghilterra e in Germania, e in corso di pubblicazione in tutto il mondo.
 

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