martedì 20 maggio 2014

Recensione "84 giorni" di Daniele Pollero

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Titolo "84 giorni"
Autore: Daniele Pollero
Casa editrice: Albatros
Pagine: 108
Prezzo: 12.00
TRAMA
Ragione e sentimento, razionalità e istinto, sogno e cruda realtà, Alìa e Greta sono gli attori che sembrano contendersi il ruolo principale nella vita di D., protagonista di questi 84 giorni. Una lettera puntata ad indicare il suo nome può bastare al lettore, chiamato a perdersi nelle atmosfere oniriche evocate in questo romanzo, senza chiedersi chi, dove e perché, solo abbandonandosi alla narrazione che fluente alterna momenti di lucida argomentazione a sprazzi di pura ilarità, per poi ripiegarsi nella cupa disperazione. Al centro della vicenda, più spettatore che reale attore, c'è D., trascinato dalla fragile ingenuità di Alìa, che sfugge e vuole essere catturata, e dalla crudeltà di Greta, che invece appare dal nulla per calare la sua spietata scure sul protagonista. Alìa e Greta, il sogno e l'incubo, così diverse in apparenza, contrapposte e compresenti, segneranno inesorabilmente il destino di D.

RECENSIONE 
Il protagonista D. sembra percorrere apparentemente un lungo sogno, dove ogni cosa muta o resta ferma, si colora o decide di rimanere in bianco e nero, porta pensieri felici o tristi, perché ogni cosa può cambiare, può assumere forme diverse... dipende dalle persone darli un significato.
D. in questi scenari a volte semplici, a volte ricchi di personaggi che sembrano usciti da una fiaba, è accompagnato da due figure femminili, Alìa e Greta: la prima rappresenta il colore, l'azione, la parte razionale e la curiosità, mentre Greta rappresenta i sentimenti negativi.
Quando è presente Alìa ci troviamo in un bel sogno, quando invece compare Greta tutto diventa cupo, grigio e triste; ma i due personaggi tendono a mescolarsi, perché Alìa incarna la passione, con i suoi capelli rossi e il fisico sensuale, e Greta anche se dovrebbe rappresentare il sentimento, ha un aspetto e un comportamento che si adattarebbe meglio alla razionalità, e questa miscela si nota anche nei paesaggi, dove per es. un'atmosfera cupa e fredda viene allietata dai giochi di un parco, o un casolare abbandonato viene illuminato da una scia di oleandri, ma forse in fondo Alìa e Greta rappresentano invece le due parti dell'amore e il suo percorso.
Con un linguaggio a volte poetico, a volte filosofeggiante, l'autore imbastisce una piccola storia per riflettere sulla vita, sull'amore, se significa perdere la propria libertà, se c'è un momento giusto per impegnarsi, cosa vuol dire fidanzarsi, in modo originale, dove prevale il malessere del protagonista di cui si scoprirà il motivo alla fine.
La cover mi piace molto, perché rappresenta anche qui un paesaggio oscuro, ma lieve e leggero con la ragazza sull'altalena e le rondini in cielo.

L'AUTORE 
Daniele Pollero è nato a Savona il 17 gennaio del 1989. Dopo la maturità scientifica, si è laureato con lode in Filosofia a Genova sotto la guida di Paolo Aldo Rossi e Davide Arecco. Attualmente è iscritto alla laurea magistrale in Metodologie Filosofiche.

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