venerdì 26 dicembre 2014

"A Christmas Carol 2014"

Buon Santo Stefano cari lettori!!!
Avete ricevuto qualche bel libro che speravate di leggere da tanto?
Io ho ricevuto tanti bellissimi regali e ho passato dei bei momenti con la mia famiglia :)
Visto che la Befana è sempre più vicina ho pensato di condividere con voi questa bella iniziativa, così potreste regalarvi o regalare un'altra bella storia.


Visto il successo dell'anno scorso, Marie Albes e la Community Self Dreamers hanno deciso di riproporre A Christmas Carol con ben 50 romanzi partecipanti, tutti a 0,99 cent.
Tra i titoli partecipanti troverete non solo quelli di HOR2014, ma anche novità del mondo self publisher italiano.
Per tutta la durata dell'evento potrete ordinare anche le versioni cartacee di molti romanzi usufruendo della spedizione gratuita.
Inoltre, alla fine dell'evento, verranno estratti i vincitori del GIVEAWAY di A Christmas Carol, dove potrete aggiudicarvi diversi romanzi in versione cartacea.

Ecco i libri che partecipano


Per sapere come partecipare andate QUI :)

Un bacione
Franci

giovedì 18 dicembre 2014

Recensione "L'amore conta" di Carmen Laterza

 

Titolo: "L'amore conta"
Autrice: Carmen Laterza
Editore: youcanprint
Pagine: 309
Prezzo: 10.90
Prezzo ebook: 2.99
TRAMA
Irene è una donna inquieta; alla soglia dei quarant'anni le sembra che la vita le stia scivolando via. Una notte decide di iscriversi a un sito di incontri e comincia una doppia vita, scandita dall'alternarsi di appuntamenti clandestini. Irene si allontana quindi dagli affetti più cari e intraprende una sorta di educazione erotico-sentimentale, scandagliando il confine tra giusto e immorale, in bilico tra perdizione e salvezza. Sarà l'amore a ritrovarla, perché "l'amore conta, e sa contare".

RECENSIONE
Irene ha perso sua madre troppo presto e da allora si è allontanata da suo padre, diventando per lui una perfetta sconosciuta. Irene sembra avere tutto, una bella vita, un marito premuroso, una migliore amica, ma capisce a un certo punto della sua vita che non è soddisfatta, che deve trovare se stessa e pensa di farlo attraverso un sito d'incontri.
La protagonista non è una persona che è riuscita a entrare nelle mie grazie, perché è egoista e non vede ciò che ha neanche se cercano di farla ragionare, ma a tratti sono riuscita anche a comprenderla.
Il libro, raccontato in prima persona, alterna passato e presente: nel passato conosciamo il primo incontro con il suo attuale compagno e lo sviluppo della loro storia, mentre nel presente scopriamo come è cambiata la visione di Irene nei confronti del loro rapporto e vedremo come rapidamente si spingerà verso conoscenze anche oscure, che la porteranno lontana da tutti. 
Ci sono dei motivi di fondo che Irene non vuole vedere, che la portano ad allontanarsi da tutti, e il suo errore sarà proprio tenersi dentro quei motivi per troppo tempo, perché la porteranno a spezzare il suo equilibrio e a far uscire tutta la sua rabbia.
L'amore conta parla della ricerca della felicità, del mancato rispetto della propria persona, dei siti d'incontro, dell'insoddisfazione che a volte colpisce le persone e degli errori e prove che a volte bisogna compiere prima di vedere ciò che davvero ci sta a cuore.
E' un bel romanzo, che cattura e che trascina nel mondo di Irene, dove l'arcobaleno e la tempesta si alternano e fanno provare al lettore tante emozioni contrastanti.
Irene cerca di trovare la sua strada, ma a volte durante il percorso bisogna trovare il coraggio di chiedere aiuto.


L'AUTRICE
Carmen Laterza
Carmen Laterza è un personaggio eclettico e dinamico.
Laureata in Lettere e Diplomata in Pianoforte, Carmen vive a Pordenone, città in cui è nata e cresciuta.
È stata bibliotecaria, insegnante di pianoforte, critico musicale presso Il Gazzettino di Pordenone, addetto stampa per la Federazione Nazionale Italiana Associazioni Regionali Corali. Per più di dieci anni ha insegnato Italiano e Storia negli Istituti Superiori della città e infine è diventata Dirigente Scolastico.
Ora, dimessasi dalla pubblica amministrazione, si dedica a tempo pieno alla sua passione per la scrittura, lavorando anche come editor e ghostwriter.
Recentemente ha autopubblicato il saggio musicologico I duetti d’amore nelle opere di Giuseppe Verdi.
L’Amore conta è il suo primo romanzo.

giovedì 11 dicembre 2014

Recensione "Il regno delle ombre" di Gerardo Guerra

Il regno delle ombre

Titolo: "Il regno delle ombre"
Autore: Gerardo Guerra
Editore: lulu.com
Pagine: 280
Prezzo: 18.48
TRAMA
Quest’opera continua la saga de Il velo che ricopre le tenebre, lo stesso stile modella la narrazione in modo simile allo svolgersi di un film. Durante quello che sarà per tutti l’ultimo viaggio assieme i personaggi si fanno conoscere più a fondo. La vita da studente sta per finire, ma non tutti saranno pronti a vivere. E le paure della vita si mescolano a strani presagi e visioni notturne. Qualcosa sembra essere sfuggito ai nostri eroi e la soluzione è forse legata al misterioso libretto. Ma dov'è finito l’orrido libro? Nel frattempo la situazione precipita in un mondo di incubi sempre più terribili. Fino all’intuizione fatale, in una notte di inseguimenti tra sotterranei e antichi cunicoli. Ma forse la soluzione è più terribile dell’incubo stesso. In questo libro un mondo finisce e se ne apre un altro, meno rassicurante e nuovo. La fine delle vecchie sicurezze e la costruzione di una vita futura. Il dubbio può essere fatale e l’amicizia l’unica certezza.

RECENSIONE
Ho trovato questo seguito ancor più coinvolgente del primo, forse sarà perché ormai mi è familiare lo stile dell'autore o forse perché ho trovato questo secondo viaggio più intrigante e il passato più affascinante e interessante.
Partito Flavio per gli studi, al nostro gruppetto si aggiunge Vichi, la fidanzata di Andrea, un personaggio a tratti buffo perché non trovando mai l'espressione corretta parla mettendo in ogni frase coso, cosa, e tutti insieme stavolta partono per Parigi, convinti di essersi lasciati alle spalle l'oscura vicenda del libro delle ombre, ma non sarà così, perché la misteriosa strega di cui scopriremo il nome tornerà a tormentare due dei protagonisti con scenari demoniaci e se nel primo libro le ombre avevano solo causato una piccola ferita stavolta in gioco c'è la vita.
Greta, che era stata il personaggio che mi aveva maggiormente colpita precedentemente, stavolta perde punti perché si rivela molto più immatura e capricciosa rispetto agli altri e sale invece il mio gradimento per il protagonista, che spicca molto di più stavolta.
In questa meta turistica, dove il protagonista e Greta saranno alle prese con i loro sentimenti celati - un aspetto che verrà affrontato anche nella battaglia con le ombre - passeremo per Notre dame de paris, il Louvre, momenti pieni di fascino e la leggenda della maschera di ferro, la cui misteriosa identità verrà discussa dai protagonisti e verrà approfondita nelle vicende del passato.
A differenza del primo qui ogni capitolo inizia con una citazione, definizione o dialogo.
Ciò che mi piace e di cui rimango sempre colpita sono i discorsi che possono avere parole maiuscole o minuscole o tutte attaccate che aiutano il lettore a capire se il personaggio sta sussurrando, urlando o parlando a macchinetta, trovando questa scelta perfetta, mentre è un peccato per alcuni errori di battitura.
Questa duologia o trilogia - perché potrebbe anche esserci un terzo libro e io ci spero tanto- merita decisamente, perché si viene catapultati nella storia tra fonti e dialoghi della Valle Camonica e Francia del passato, per i viaggi in cui si viene accompagnati dall'autore, i temi cervellotici e anche profondi dei nostri amici, che ascolto sempre con piacere e immagini o documenti inseriti, che rendono il racconto più accurato.
Il finale sarà esplosivo, ma come la bomba dopo essere stata accesa, sarà molto veloce.
Geniale la cover che scopre un altro pezzetto della strega, visto che stavolta il velo che ricopre le tenebre viene sollevato ancor di più.

L'AUTORE
Gerardo Guerra è nato a Chioggia nel 1976. Si è laureato in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Padova. Ha lavorato come specialista dello scambio termico in prestigiose aziende del nordest. Si è dedicato allo studio e alla ricerca storica pubblicando vari articoli. Già autore di Viaggio a Konigsberg edito da Edizioni della Meridiana nel 2005 e di Il velo che ricopre le tenebre primo libro della saga nel 2011; questo è il suo terzo romanzo.




martedì 9 dicembre 2014

Recensione "Alle porte del mondo" di Ilenia Bellezza


Titolo: "Alle porte del mondo"
Autrice: Ilenia Bellezza
Editore: Amazon
Pagine: 221
Prezzo: 7.27
TRAMA
Sabrina Baldi non è più certa di nulla. I sospetti non affievoliscono i suoi sentimenti, ma la infiammano fino a bruciarle il cuore, perché solo di una cosa è sicura: l'amore per Aleksander Savi. Un uomo che le ha cambiato l'esistenza. Un uomo che la continua a mettere a dura prova. Tra inaspettati retroscena e avvincenti verità, il mondo prenderà forma ma sotto mentite spoglie. La partenza è imminente e nonostante gli innumerevoli segnali che il suo animo avverte lei lo seguirà. Ma ciò che dimentica è la sola cosa da tenere a mente: niente è come sembra. E troppo presto se ne renderà conto, a sue spese, a suo rischio e a suo pericolo.

RECENSIONE
In questo secondo capitolo della trilogia entriamo appieno nella storia di Aleksander e Sabrina, un rapporto abbastanza tormentato a causa dell'insistente chiusura di lui sul suo passato oscuro e sul suo misterioso lavoro, che porta Sabrina a non potersi fidare fino in fondo.
Rispetto al primo dove ci venivano fatti conoscere tutti i personaggi, qui ci si concentra sui due protagonisti e assistiamo così a tutte le paure di Sabrina che la portano a indagare da sola, a continui battibecchi, ma anche a una dichiarazione molto importante da parte di Aleksander e alcune sue rivelazioni riguardo alle questioni più spinose.
Sono stata coinvolta dalle vicende in egual modo del primo, finendo anche questo in due giorni, perché la curiosità era tanta, ma anche perché l'autrice è molto brava a mantenere alta l'attenzione con momenti romantici, tante emozioni, scorci di canzoni inserite nei momenti più importanti che esprimono perfettamente ciò che sente in quel determinato momento Sabrina e un finale molto corposo.
Unica pecca: alcuni errori.
Alle porte del mondo è il capitolo più intenso per ora, sia per emozioni che per scoperte, ma sono certa che ne vedremo delle belle anche nel libro conclusivo - L'infinito - che uscirà il 17 Gennaio.

Consiglio di ascoltare durante la lettura le tre canzoni, che rappresentano i momenti più belli o più tristi, scelte dall'autrice, che ho trovato davvero belle :)

L'AUTRICE
Ilenia Bellezza, nata nel 1984, vive in Alessandria con il marito e la sua famiglia. La storia di Aleksander e Sabrina si è fatta strada nella sua mente appena dopo la Laurea, e come un tornado l'ha rincorsa fino alla realizzazione dei suoi romanzi. Oltre il confine è il primo volume della trilogia pubblicato nel 2013, segue Alle porte del mondo, pubblicato nel 2014 e L'infinito, in fase di stesura. Sul sito dell'autrice www.ileniabellezza.it potete gustarvi l'approfondimento gratuito della trilogia Le ombre del passato.




lunedì 8 dicembre 2014

Recensione "Una commedia quasi divina" di Maria Teresa Usai

Recensione Libro “Una commedia quasi divina”

Titolo: "Una commedia quasi divina"
Autrice: Maria Teresa Usai
Editore: ilmiolibro.it
Pagine: 460
Prezzo: 15.17
TRAMA
Una vita in quattro foglie d'autunno
La vita di una giovane coppia, è profondamente segnata, da un evento misterioso, che si verifica durante la nascita del primo figlio. Tra frammenti di vita reale, arricchita dalle vicende di familiari e amici, l'evento misterioso si dirama nell'arcano e nel sovrannaturale, dove fantasia e fede religiosa perdono i confini.

RECENSIONE
La famiglia, la fede e l'amore sono i punti cardine di questo libro.
In tutto il libro si respira la credenza in Dio, la grande fede che possiede questa famiglia e la loro capacità di credere in eventi inspiegabili;  l'importanza di avere il sostegno dei propri cari nei momenti più neri o più felici della propria vita e la forza dell'amore trasmessa dagli amici.
Giulia durante lo strano coma che la colpirà, percorrerà come Dante un viaggio tra i peccati e gli orrori della nostra società, passando dai campi di concentramento, a politici tutt'altro che lindi o persone che hanno combattuto la mafia, che hanno perso la vita perché si sono ritrovate sole e scoperte, e riuscirà a portare sollievo e misericordia a molte di queste anime peccatrici.
Oltre a Giulia conosceremo meglio sua madre, i genitori di Matteo, gli amici della coppia e i semplici conoscenti, attraverso racconti legati alla loro gioventù e alle loro storie d'amore.
Mi è piaciuto che l'autrice abbia dedicato spazio anche alle storie dei genitori dei due protagonisti per illustrare come avveniva il corteggiamento anni fa e la diversità nel vivere l'amore; il fatto che abbia inserito tanti personaggi che vengono descritti tutti nei minimi dettagli e il viaggio di Giulia in un'altra dimensione.
Ciò che traspare soprattutto è la presenza di buoni sentimenti che avvolgono quasi tutti i personaggi, una concentrazione di bontà così alta che sembra quasi impossibile da immaginare nella realtà, dove la maggior parte della gente sembra egoista e più portata a girarsi dall'altra parte che a tendere una mano, e questo fattore mi è piaciuto più che altro perché mi ha fatto desiderare che fosse possibile trovare più altruismo anche fuori da questa storia.
Gli aspetti negativi di questo libro sono gli errori frequenti, periodi un po' ripetitivi e alcune parti che secondo me non avevano bisogno di essere così particolareggiate perché appesantiscono solo la lettura.
A parte questi aspetti è una storia che indubbiamente riesce a sorprendere il lettore e a farlo emozionare, che sprona a combattere per i propri ideali e per rendere la società migliore.

L'AUTRICE
Lavora da più di trent'anni come insegnante. Ha pubblicato un libro:"La pazza e il megalomane" con la casa editrice la Riflessione. Adora scrivere poesie. Terza classificata al concorso nazionale autore di te stesso 2011 con la poesia "A mia madre"; terza classificata al concorso per la sola Sardegna "Carta Bianca" con la poesia "I miei colori" visibile all'interno del libro.

sabato 6 dicembre 2014

"Tanti libri a Natale! Super Giveaway"


Buongiorno sognatori :)
Una bella iniziativa per tutti i lettori quest'oggi.
Il blog Parole al Vento ha organizzato un super giveaway iniziato ieri che durerà fino al 19 Dicembre.
Ogni giorno presenterà un autore o un'autrice - per un totale di 15 ospiti - e metterà in palio il libro di ognuno di loro.
Il 21 Dicembre tramite Random.org verranno estratti 15 vincitori!!

ECCO LE TAPPE
1^tappa: venerdì 5 –  “Cyborg 1.0″ di Roberto Serafini (ebook)
 2^tappa: sabato 6 – “Sorcer for sale” di Eva Fairwald (ebook)
 3^tappa: domenica 7  – “Una str…ega sotto l’albero” di Corinne Savarese (ebook)
 4^tappa:  lunedì 8 - “Gabriel. Il sigillo della tredicesima luna” di Francesca Pace (ebook)
 5^tappa: martedì 9 – “Due cuori in gioco” di Virginia Rainbow (il vincitore potrà scegliere se lo preferisce cartaceo o ebook)
 6^ tappa: mercoledì 10 – “Il cuore e la maschera” di  Daniela Iannuzzi (ebook)
7^tappa: giovedì 11 –  “Il tempo di Luther” di Alessandra Paoloni (ebook)
 8^tappa: venerdì 12  – “Amethyst” di Silvia Kristen Castellano (ebook)
 9^tappa: sabato 13 – “Lupus Occulta. La femmina alpha” di Morgan Cavendish e Lyanna Wolfe (ebook)
 10^tappa: domenica 14 – “Parigi, amore e altri disastri” di Marta Savarino (ebook)
 11^tappa: lunedì 15  – “Crimson Moth” di Reika Kell (ebook)
 12^tappa: martedì 16 – “”I demoni di mezzanotte” di Romina Principato (cartaceo)
 13^ tappa: mercoledì 17 – “L’eredità del serpente” di Diletta Brizzi (ebook)
 14^tappa: giovedì 18 – “Il mendicante di sogni” di Miriam Mastrovito (ebook)
 15^tappa: venerdì 19 – “I custodi della notte” di Manuela Dicati (ebook)
16^tappa: domenica 21: ESTRAZIONE DEI VINCITORI (il primo estratto avrà diritto a scegliere per primo il libro che preferisce, poi toccherà al secondo e così via fino al quindicesimo vincitore)
Potete partecipare fino alla mezzanotte del 20 Dicembre.
Per sapere come partecipare cliccate QUI o sul banner che trovate nella colonna a sinistra del blog.
Parteciperete? Mi sembra davvero un bell'evento :)

martedì 2 dicembre 2014

"A un passo dalla vita" di Thomas Melis

Buongiorno sognatori,
oggi vi segnalo l'opera prima dell'autore Thomas Melis, un libro noir/hard boiled.


Titolo: "A un passo dalla vita"
Autore: Thomas Melis
Casa editrice: Lettere Animate
Pagine: 320
Prezzo ebook: 1.99 (2.99 su Google Play Store)
TRAMA
È una Firenze fredda, notturna e mai nominata quella che fa da palcoscenico alla storia di Calisto e dei suoi sodali, il Secco e Tamagotchi. La città è segnata dalla crisi globale, dietro l’opulenza pattinata del glorioso centro storico si nasconde la miseria dei quartieri periferici. Calisto è intelligente, ambizioso, arriva dal Meridione con un piano in mente e non ha intenzione di trasformarsi in una statistica sul mondo del precariato. Vuole tutto: tutto quello che la vita può offrire. Vuole lasciarsi alle spalle lo squallore della periferia – gli spacciatori albanesi, la prostituzione, il degrado, i rave illegali –, per conquistare lo scintillio delle bottiglie di champagne che innaffiano i privè del Nabucco e del Platinum, i due locali fashion più in voga della città. Calisto vuole tutto e sa come vincere la partita: diventando un pezzo da novanta del narcotraffico.
Cupamente, nella rappresentazione di un dramma collettivo della “generazione perduta”, schiava di un sistema socioeconomico degenere e illusa dalle favole di una televisione grottesca, si snoda questa storia di ingiustizie e tradimenti, ma anche di amicizie e amori forti tragicamente condannati. Perché il male non arriva mai per caso e la vita non dimentica mai nulla, non perdona mai nessuno.

CITAZIONE
"Dentro la borsa trasportavamo un carico importante. Roba che ci sarebbe potuta costare almeno cinque anni, con i migliori avvocati. Si trattava di poco meno della terza parte di una mattonella da un chilo, marchiata con lo scorpione del cartello dei colombiani del Norte del Valle: ah, la globalizzazione!".

L'AUTORE
Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si occupa di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale per lo sviluppo. Ha collaborato con diverse riviste on line, dedicandosi alle analisi degli scenari internazionali e della politica interna. “A un passo dalla vita” è il romanzo con il quale esordisce per Lettere Animate Editore.

Il libro è disponibile nelle librerie online in formato EPUB e Kindle

Lo leggerete?

lunedì 1 dicembre 2014

"Ritratto di signora" (34)


Buongiorno,
questo mese la parola va alla scrittrice Bianca Marconero  :)
Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the PinklandStasera cucino io, Books Land e Un libro per amico.

Exempla, vite di santi, e viaggiatori, il vangelo stesso sono la prova che alle persone come me e come voi le biografie dei grandi interessano eccome. Le ragioni sono lampanti e credo si possano riassumere in due parole: edificazione e consolazione. L'esempio illustre, infatti, ci pone un obiettivo ideale. Qualcosa a cui si tende. Un motivational che ci appiccichiamo, da qualche parte, nella coscienza. Ma, se accantoniamo per un attimo il valore totale della parabola di una vita -e il suo contenuto 'edificante'-, quello che amiamo, quello che resta, quello che consola e nel quale ci si riconosce non è il successo, ma il fallimento. Il fallimento come parte del percorso, il fallimento come banco di prova della determinazione. Scuotiamo il capo mentre Giuseppe Verdi viene respinto dal conservatorio di Milano; battiamo una pacca sulla spalla di Arthur Conan Doyle mentre si vede rifiutare Uno studio in rosso, e, ovviamente, massima solidarietà ad Albert Einstein, bocciato in matematica. Poco ci importa che alcune di queste cose, in effetti, non siano mai accadute, questi tre aneddoti biografici ci dicono che agli sbagli si può rimediare. E la cosa, ovviamente, ci piace. Quindi al grido di "c'è chi ha fatto peggio" e di "c'è sempre una speranza" hanno trovato consolazione milioni (forse miliardi) di musicisti, scrittori e studenti, negli ultimi 180 anni. E, considerando che nel 1921 Albert era già premio Nobel per la Fisica e dando per vera la nota 'agiografica' sulla più celebre bocciatura di tutti i tempi, si sarebbe consolata anche Margherita Hack, quando, in seconda ginnasio, si ritrovò rimandata in matematica. 


Già quella Margherita Hack, docente di astronomia, membro dell'accademia dei Lincei, presenzialista della divulgazione scientifica: rimandata in matematica. Questo è ciò che mi piace nelle parabole di una vita: i dettagli imperfetti, di cui potrei tessere un elogio, citando un'altra grandissima italiana. Ma non lo faccio. Parlo invece, per quel che posso, di Margherita.
Io e lei ci assomigliamo. Certo, sto a lei come il granello di sabbia sta alla montagna, ma l'ho sempre sentita molto vicina. Abbiamo cose in comune. L'approccio alla moda, per esempio. La sua unica regola era che un indumento doveva farla sentire a suo agio. Ecco. Esattamente come me. Ho un guardaroba in cui ci sono repliche, in gradazione cromatica, degli stessi indumenti di comodità certificata. Secondo punto che abbiamo in comune: l'università. Ci siamo entrambe iscritte a Lettere. Lei la scelse perché gli unici laureati nella cerchia dei suoi genitori erano passati per Lettere. E per me fu lo stesso: approdai all'inferno in mancanza di un quadro decente dell'offerta universitaria e, in seguito, la mia pigrizia -noto fattore di crescita della massa inerziale- fece il resto. Come una biglia sparata nel vuoto, proseguii nel mio moto perpetuo. Lei invece no. Lei non perseverò. «Capii subito di aver fatto un errore madornale» scrive. «Mi dissi ho sbagliato strada!"». Quindi si iscrisse a Fisica, dopo un solo giorno trascorso alla facoltà di Lettere.
Tornando alle analogie, condividiamo una certa passione per la due ruote e, proprio come me, la Hack ha cercato di mediare il suo contenzioso con Dio presentandosi in chiesa e parlando coi preti. Non è andata bene a nessuna delle due. Ci sono troppi preti che non sanno parlare di un Dio plausibile. E ancor di più che sono cattivi ministri. Pensare che il loro datore di lavoro sia un essere infallibile sembra pura ostinazione contro l'evidenza. Oppure fede, fate voi.
Certo, resta la questione del libero arbitrio, ed è solo per questo che, a differenza della mia illustre omonima, non sono ancora approdata a un ateismo radicale. 




Qui mi fermo, ma vi giuro che potrei continuare l'elenco di cose che abbiamo in comune. Ma mi fermo, dicevo, perché Margherita all'età di 91 anni suonati ha chiuso gli occhi e ha salutato tutti. Restano una pletora di testi, filmati di interventi televisivi, contributi alla divulgazione e al mondo accademico. La voce resta, esattamente come la luce di quelle stelle ormai spente, che ancora viaggia fino a noi e le fa sembrare vive, accese nel cielo. La voce resta, e che altro?
La domanda me la faccio perché, come dicevo prima, non sono atea. Non credo fino in fondo nel Dio dei cristiani, ma considero comunque la sopravvivenza dello spirito come una possibilità; ne segue che considero anche il paradiso (o comunque lo si voglia chiamare), come una possibilità.
Per questa ragione mi sono fatta una domanda. Ragionando per assurdo e dando per certo il paradiso, come luogo deputato alla gloria delle anime giuste, cosa succede agli atei?
Ci si salva per meriti oggettivi e oggettivamente 'cristiani' o bisogna per forza avere la tessera del partito? È un esame in cui è obbligatoria la frequenza, o basta dimostrare di avere i requisiti minimi della decenza umana?
Quindi, col massimo rispetto e in puro spirito dialettico, cosa sarebbe successo SE in quel 29 giugno del 2013 l'anima di Margherita Hack, atea e presidentessa degli agnostici, fosse arrivata davvero alle porte del paradiso?
Con molte licenze poetiche, io immagino che sia andata così.

din don
«Un altro?» domanda Mister P. scambiando uno sguardo con l'angelo portinaio. «E io che pensavo di staccare. Vedi un po' chi è, Gennaro! E speriamo di far presto». Gennaro, l'angelo portinaio, si dilegua; Mister P. prende un libro che immagineremo di proporzioni bibliche. Lo sfoglia e intanto torna l'angelo. «Si chiama Margherita» dice, trattenendo l'affanno (e su questo punto sospendiamo l'incredulità e accettiamo una visione antropica dell'altrimenti misteriosa fisiologia degli angeli).
«Margherita come?»
L'angelo controlla meglio. «Margherita Hack, ma tranquillo, capo» aggiunge in affanno, «sembra un caso semplice: è atea».
«Ah. Nessuna conversione sul letto di morte?» è una domanda d'ufficio, Mister P. deve farla, così sta scritto.
«No. Era un'astronoma».
Atea, scienziata. Non potrebbe essere così semplice neppure se si fosse ripresentato Charles Darwin in persona. Questo caso si archivierà alla velocità della luce. Ma Mister P. è zelante. E fermo restando che è suo dovere mettere a verbale la violazione del punto uno e del punto due del Decalogo, chiede comunque il resoconto del resto delle infrazioni.
«Che mi dici del punto tre? Ha nominato il nome di Dio, invano?»
L'angelo arrossisce. «Capo, non ho moltissimi dati, ma era toscana. Fiorentina».
«Ah, ah» esclama con l'aria trionfante. «Progenie di Capaneo! Bestemmiatori certificati».
«Già, ma sa, capo, c'è quella direttiva recente…»
«Quale?»
«Insomma la toscana è regione a statuto speciale. Il boss ha deciso di non essere troppo fiscale. Non lo fanno mica per disprezzare l'Onnipotente. È un intercalare. E poi, nel nostro caso, Margherita ce l'aveva più con gli essere umani che hanno -perdoni la parola- inventato Dio. Aspetti…» si infila una mano in tasca tira fuori un libro, lo apre a colpo sicuro. «Ecco cito testuale non solo abbiamo inventato un creatore che vive nei cieli. Ma pecchiamo così tanto di presunzione da avergli dato la nostra faccia. Ecco era il dio a immagine e somiglianza, a non piacerle. Prova dell'egocentrismo umano. E poi, sì, ce l'aveva con il clero. Ma anche il boss» e indica in alto, «ce l'ha col clero, perché, con rispetto parlando, lì nel mucchio non è che ci sono solo stinchi di santo. E non parlo delle Crociate, anche se la propaganda ancora le rinfaccia. E neanche dell'Inquisizione. Ma di tutta l'altra roba brutta veramente, che succede adesso…»
«Non si fa guerra al clero, in nessun caso» pontifica. «Non si fa»
«Si, capo, però non ha risparmiato neppure i fascisti, eh! Era ancora al liceo quando ha difeso gli ebrei. Per via delle leggi razziali! E lo ha detto ad alta voce, quando dirlo ad alta voce non era una faccenda senza conseguenze» lancia uno sguardo allusivo. «Ha rischiato l'espulsione da tutte le scuole del regno! E, mi corregga se sbaglio, capo, ma non è nella nostra politica spedire all'inferno chi si batte per le ingiustizie, perché, lei mi insegna i santi martiri…»
«Ho il quadro. Grazie» lo interrompe. Mister P. ci pensa un attimo poi lascia in sospeso il punto tre. Né a favore né contro. Neutrale. Siamo sempre 2 a 0 a favore dell'Inferno. «Passiamo oltre: che mi dici del punto quattro? Lavorava di sabato?»
«Signore, con tutto il rispetto, era italiana. Lei ha presente il governo Monti? Hanno liberalizzato gli orari. Se hai la fortuna di avere un lavoro, lo fai anche di sabato. Sono tempi duri, capo».
«Torniamo al soggetto» dice. «Cosa faceva nel week end?»
L'angelo sfoglia il suo quaderno. «Se la spassava, direi! Giocava a pallavolo. L'ha fatto fino a ottant'anni. E poi scampagnate in bicicletta. Le è capitato qualche volta di tornare a casa con piccoli animali abbandonati. Li adottava».
Mister P. guarda la casella. E alla fine lascia in sospeso anche il punto quattro. Vince ancora l'inferno, ma comincia a sospettare che sia possibile una rimonta.
«Sull'onorare il padre e la madre, che mi dici?»
L'angelo annuisce. «Rispetto, amore, affetto, considerazione. Figlia ideale».
Un punto per il paradiso. Magari il punto della bandiera, ma intanto...
«Ha ucciso?»
«Macché scherza? Manco gli animali mangiava. Vegetariana dalla nascita. Le ripugnava l'idea di ingoiare qualcosa che era stato vivo, prima di essere morto. Direi che sul punto non uccidere era un'integralista».
Pareggio. Inferno 2 paradiso 2. Sono tempi complicati, non è più facile mandare all'inferno neppure gli scienziati… Mister P. scuote il capo. «E la vita privata?»
«Monogamia associata a una longevità notevole. Sono arrivati insieme alla fine. E si erano incontrati da marmocchi. Aldo, il futuro marito, aveva tipo 10 anni e lei 8. Erano al Bobolino d'estate. Aldo voleva giocare a palla e Margherita ne aveva una» ammicca. «Sa come vanno queste cose».
Mister P. non lo sa, ma immagina. «Hanno vissuto nel peccato, però!»
«No, sposati in chiesa».
Oh diavolo! 3 a 2! Il paradiso passa in vantaggio.
«Ha desiderato la roba d'altri?»
«No, era comunista».
Mister P. rizza la schiena. Potrebbe essere la svolta, i politici sono figli dell'inferno. «Si è sicuramente appropriata di qualche seggio, solo per arricchirsi alle spalle del suo paese».
«A dire il vero ha vinto un seggio, ma ha rinunciato. Poi ne ha vinto un altro e lo ha ceduto».
«Ne sei certo?»
«Sicuro sì».
Mister P. guarda il risultato. 4 per il paradiso, 2 per l'inferno. Ci sarebbero ancora due punti per la falsa testimonianza e il desiderio della roba d'atri. Ma qualcosa gli dice che non farebbero altro che aumentare il divario. Ha vinto il paradiso.
A questo punto stabiliscono che Margherita Hack, scienziata, sì, ma anche ecologista, animalista, attivista per i diritti civili merita la gloria dei cieli. E io sono d'accordo. Non sono del tutto sicura però che una volta che le hanno dato il permesso di entrare e accomodarsi, lei lo abbia fatto davvero.
Su questo finale, il vero finale, lascio pensare al lettore ciò che vuole e mi riservo di chiederlo alla diretta interessata, se mai ci incontreremo davvero, da qualche parte. Dall'altra parte.


bibliografia minima.
La mia vita in bicicletta – Ediciclo, 2011
Nove vite come i gatti – Rizzoli, 2012
Dove nascono le stelle- Sperling & Kupfer, 2004
Vi racconto l'astronomia- Laterza, 2002

Ritratto eseguito sulle note de "Il Piccolo Diavolo - OST" di Evan Lurie.


Un ritratto favoloso!!
Al prossimo mese,
Bianca, Monica, Miki, Fede, Franci e Daniela

sabato 29 novembre 2014

"FLAMEFROST - L'ultimo respiro" di Virginia Rainbow

Buon Sabato sognatori :)
Non so se lo sapete, ma a Ottobre è uscito l'ultimo capitolo della trilogia FLAMEFROST.
Chi lo aspettava? Qualcuno l'ha già letto? Soddisfatti del finale? :)


Titolo: "FLAMEFROST - L'ultimo respiro"
Autrice: Virginia Rainbow
Editore: YOUCANPRINT
Pagine: 414
Prezzo: 17.90
TRAMA
Gered e Sarah si trovano in una situazione drammatica e nessuno può aiutarli. Rinchiusi nelle segrete dell’astronave madre con un peso enorme sul cuore, sembra che per loro sia perduta ogni speranza. Il Principe Nero affronta con coraggio ciò che il destino pare avergli riservato e non si dà per vinto, mentre Sarah si affida con fiducia a lui.
Nel frattempo alcuni personaggi inquietanti tramano nell’ombra per preparare una vendetta da tempo bramata e altri si svelano pian piano per ciò che sono davvero.
Le scene si spostano nello spazio, concentrandosi all’interno della Ghindar nei suoi corridoi bui così come nelle sale enormi e lussuose.
Il crudele Nardos, l’ambigua principessa Christin, il saggio maestro Fouler e l’amico Rain assumeranno un ruolo decisivo all’interno della storia, determinando con le loro azioni le sorti dei protagonisti.

Capitolo conclusivo della trilogia Flamefrost, “L’ultimo respiro” contiene tutti gli ingredienti per una lettura irresistibile e avvincente, svelando finalmente i molti segreti contenuti nei precedenti volumi. Il lettore sarà portato a sorprendersi, a commuoversi, a vivere assieme ai personaggi le loro incredibili vicende momento per momento fino all'epilogo tragico e bellissimo. 

L'AUTRICE
Virginia Rainbow è un’autrice che scrive fin da bambina, creando storie piene di immaginazione e sentimento. Ora divide il suo tempo tra il lavoro e la sua passione per la scrittura. Adora leggere, fare passeggiate in montagna e guardare i cartoni della Walt Disney. Il suo romanzo di esordio è “The black mask”; seguono “Flamefrost Due cuori in gioco” e “Flamefrost Insieme controcorrente”, primo e secondo capitolo della trilogia Flamefrost.


Per informazioni riguardo l’e-book ed eventuali sconti, CONTATTARE  DIRETTAMENTE L’AUTRICE alla mail : virgy72@aliceposta.it o alla chat del suo profilo autore.
Potete acquistarlo su: YOUCANPRINTIBSAMAZON e altri siti online.
 

domenica 16 novembre 2014

Recensione "La lettrice che partì inseguendo un lieto fine" di Katarina Bivald

 
 
C'è sempre una persona per ogni libro e un libro per ogni persona
 
Titolo: "La lettrice che partì inseguendo un lieto fine"
Autrice: Katarina Bivald
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 408
Prezzo: 16.90
TRAMA
Se la vita fosse un romanzo, quella di Sara non sarebbe certo una storia d'avventura. In ventotto anni non ha mai lasciato la Svezia e nessun incontro del destino le ha scompigliato l'esistenza. Timida e insicura, si sente a suo agio soltanto in compagnia di un buon libro e i suoi migliori amici sono i personaggi nati dalla fantasia degli scrittori, che le fanno vivere indirettamente sogni, viaggi e passioni. Fino al giorno in cui riceve una lettera da una piccola città dal nome bizzarro, sperduta in mezzo all'Iowa: Broken Wheel. A scriverla è una certa Amy, sessantacinquenne americana che le invia – dalla propria vastissima biblioteca personale – un romanzo richiesto da Sara su un sito web. È così che inizia tra loro una corrispondenza affettuosa e sincera, che apre a Sara una finestra sulla vita: Amy le dimostra che è possibile amare la lettura senza per questo isolarsi dal mondo, perché è bello condividere ogni piccolo momento prezioso, anche se si tratta di un romanzo. E dopo un fitto scambio di lettere e libri durato due anni, Sara stessa trova finalmente il coraggio di attraversare l'oceano per incontrare l'amica lettrice. Tuttavia, come in un inatteso capovolgimento di trama, non c'è Amy ad attenderla: il suo finale, purtroppo, è giunto prima del previsto. Ci sono però tutti gli eccentrici abitanti di cui Amy le ha tanto parlato. E mentre loro si prendono cura della spaurita turista (la prima nella storia di Broken Wheel), Sara decide di ricambiare la gentilezza iniziandoli al piacere sconosciuto della lettura. Proprio lei, che ha sempre preferito i libri alle persone, in quella città di poche anime ma dal cuore grande troverà amicizia, amore ed emozioni da vivere sulla pelle: finalmente da vera protagonista della propria vita.
 
RECENSIONE
Broken Wheel - ruota rotta- è il nome perfetto per il paesino in cui arriva Sara, dove ogni cosa dev'essere riparata e aiutata a ripartire, dai negozi vuoti con le finestre rotte, ai semafori fermi sul rosso, alle persone che ormai non sperano più o che ormai hanno cominciato a credere alle voci che corrono sul loro conto provenienti da Hope, il paese dove tutto sembra perfetto.
Sara, con una valigia piena più dei suoi amati libri che di tutto il resto e con il naso immerso sempre in un romanzo che le fa anche da scudo, da difesa, da tutto ciò che la circonda, riuscirà a scoprire la bellezza e a riportare alla vita quel luogo che assomiglia tanto a un libro impolverato, ingiallito, che nessuno nota più e verrà aiutata a sua volta dagli abitanti a capire se vuole essere un personaggio secondario nella vita e se davvero quest'ultima è sempre meglio nei libri.
Gli abitanti che a prima vista sembrano freddi e quasi antipatici, si rivelano delle persone meravigliose -perché non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina-  capaci di entrare nel mio cuore, a partire da Tom, così riservato e altruista che ha paura di innamorarsi; Grace, una donnona tutta d'un pezzo che proviene da una famiglia con una lunga sfilza di Grace, che sembra vergognarsi di poter essere anche femminile; Andy e Carl, l'unica coppia gay in paese, dal carattere opposto che vede il primo sempre aperto e solare, anche se la vita non è stata sempre dalla sua parte e il secondo, dall'aspetto di un modello, che preferisce restare nell'ombra; Caroline, troppo presa dal pensare ai giudizi della gente sul suo conto per vivere come vuole; George, a cui è stata strappata la figlia; a tanti altri che potrete conoscere.
E' un libro dove impareremo a conoscere Amy attraverso le lettere che si scambiava con Sara, piene di titoli di libri, autori, consigli e storie su Broken Wheel, e  allo stesso tempo seguiremo le vicende di Sara, che cercherà attraverso l'apertura di una libreria di far scoprire il piacere della lettura agli abitanti del posto, trovando il libro adatto per ciascuno e inventando un sistema di classificazione dei libri sugli scaffali per chi si avvicina per la prima volta alla lettura.
E' il primo romanzo che leggo che parla davvero di libri, che racconta la loro positività, le emozioni che possono suscitare, l'aiuto che possono dare e perché si fanno amare.
Divertente, romantico, commovente: "La lettrice che partì inseguendo un lieto fine" è uno di quei libri che vorresti consigliare a tutti, che fa breccia nel cuore e che rende tristi una volta concluso, perché significa che dovrai separarti dai suoi personaggi.
 
Di solito non lo faccio, ma stavolta voglio condividere con voi alcuni passi di questo romanzo :)
 
Hai mai annusato i libri?
Sophy scosse la testa. Sara le tese un tascabile, l'ultimo di Marian Keys. La copertina era lucida, azzurra e rosa, e aveva dei caratteri elaborati. Aprilo, la esortò.
La ragazza aprì il volume con cautela, quasi temesse di romperlo.
No, no, la redarguì Sara. La giovane la guardò terrorizzata. Aprilo come si deve. Le mostrò come fare. Devi poterci infilare dentro il naso.
Sophy avvicinò le pagine al viso, sempre con grande attenzione, e inspirò piano. Sorrise.
L'hai sentito? Profumo di libri nuovi. Avventure non ancora lette. Amici non ancora conosciuti, ore di magiche fughe dalla realtà che ci aspettano.
 
(...) Il profumo dei libri rilegati e dei tascabili era differente, ma lo stesso valeva per le varie edizioni economiche, per i tascabili svedesi e quelli americani. I classici, per esempio, avevano un odore tutto loro. Anche i libri di testo ne avevano uno particolare: quelli universitari erano diversi da quelli per le scuole elementari. Che a loro volta, però, erano simili a quelli per le scuole serali: emanavano lo stesso odore di aule vecchie, stanchezza e aria viziata.
Il profumo più intenso, in ogni caso, era quello dei libri nuovi. Sara immaginava che, logicamente, quando un volume veniva aperto, letto e sfogliato, il suo odore si attenuasse. Era una convinzione tuttavia solo teorica: in realtà era convinta di sentire il profumo di avventure ed esperienze che aspettavano solo lei.
 
 
 
L'AUTRICE
Katarina Bivald
 
Katarina Bivald è nata nel 1983 e vive a Stoccolma, in Svezia. Come la protagonista del suo romanzo d'esordio, ha lavorato per anni come libraia, ma non ha ancora deciso se preferisce i libri o le persone. La lettrice che partì inseguendo un lieto fine, già bestseller in Svezia, è in corso di traduzione in sedici Paesi. 

sabato 8 novembre 2014

Recensione "Colpa delle stelle" di John Green

Colpa delle stelle 
Alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti

Titolo: "Colpa delle stelle"
Autore: John Green
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 360
Prezzo: 16.00
TRAMA
Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

RECENSIONE
"Colpa delle stelle" secondo me rappresenta ciò che bisognerebbe provare a fare quando si sta vicino a chi è malato di cancro, anche se so che non è facile: sostenere la persona in modo che la sua testa non rimanga fissa sul problema, come invece accade per es. nel gruppo di sostegno frequentato da Hazel, dove non c'è spazio per essere leggeri, per fare dell'umorismo, ma solo per la parola cancro, facendo sì che la persona rimanga ferma e bloccata su quel male orrendo.
In questo romanzo il cancro non è il protagonista, perché i veri protagonisti sono Hazel e Augustus, i loro caratteri, la loro storia d'amore, le battute, le risate, il loro modo di affrontare le avversità prendendosi quasi beffa del male, perché non ha il diritto di essere la star indiscussa sulla quale viene puntata tutta la luce e l'attenzione.
E' un romanzo che parla di giovani, ma anche dei loro genitori e di come affrontano a loro volta questo incubo e l'autore ne parla in modo vero, perché ci sono tante parti divertenti e romantiche, ma ci sono anche momenti commoventi in cui non si nasconde la condizione di  Hazel, i suoi momenti di sofferenza e ciò che potrebbe accaderle se la cura non funzionasse, proprio come nella realtà.
Ho adorato il rapporto tra Isaac, Gus e Hazel, la loro capacità di vedere le cose da una prospettiva diversa, riuscendo a ridere in situazioni per nulla leggere, il linguaggio che arriva al cuore che riesce subito ad accalappiarti, e le riflessioni che possono scaturire dalle metafore tanto amate da Gus (Augustus) e dagli stralci di "Un'imperiale afflizione, il libro preferito da Hazel.

Non è tutto rose e fiori, ma ciò che colpisce sono l'incontro tra i ragazzi, le battute, i loro pensieri e solo in secondo piano la malattia, come dovrebbe essere sempre, perché il cancro fa parte della persona, ma non è la persona. 


L'AUTORE

Foto John Green
JOHN GREEN è nato nel 1977. È cresciuto in Florida e in Alabama, dove ha frequentato una scuola non molto diversa da Culver Creek, e oggi vive a Indianapolis. “Cercando Alaska” è stato il suo primo romanzo e negli Stati Uniti ha vinto numerosi premi come miglior libro per Young Adults. Nel 2014 diventerà un film della Paramount Pictures scritto e diretto da Josh Schwartz, il creatore di The O.C. Rizzoli ha pubblicato anche Teorema Catherine e Città di carta.

lunedì 3 novembre 2014

"Ritratto di signora" (33)

   

Buongiorno,
questo mese la parola va a Daniela :)

Potete leggere questo articolo anche sui blog: Miki in the PinklandStasera cucino io Books Land e Un libro per amico.

Non è stato semplice decidere a quale donna dedicare questa puntata, ogni idea mi sembrava poco interessante. Dopo aver riflettuto a lungo - e dopo essere stata nuovamente tempestata da notizie di cronaca letteralmente inconcepibili - ho deciso di parlarvi non di una donna, ma di tante donne, le Donne vittime di violenza.
Mogli, mamme, figlie, cugine, nipoti, amiche, fidanzate...donne! Donne che hanno sempre guardato con sospetto l'ignoto, perchè fin da piccole ad una donna insegnano di non dare confidenza agli estranei, di non camminare da sola, di notte, in una strada buia, di chiudere sempre bene la porta a chiave per evitare di essere rapinate, violentate, uccise.
Nessuno dice mai ad una bambina: "piccola mia cerca il grande amore, sposati, fai dei figli ma fai attenzione, non abbassare mai la guardia perché tuo marito, il tuo compagno, il padre dei tuoi figli, l'uomo che dorme in fianco a te ogni notte, potrebbe essere così folle da ucciderti per gelosia, per possessività o anche solo per liberarsi di te!"
Siamo state abituate ad avere paura dell'uomo nero, ma se l'uomo nero fosse proprio quello che abbiamo accanto e che abbiamo scelto?
In Italia ogni minuto - il tempo di un caffè - due donne subiscono violenza.
In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa.
Dati che fanno fa accapponare la pelle. 
E la morte avviene per mano di un familiare, qualcuno che dovrebbe avere lo scopo di proteggere.
Purtroppo poi solo in rarissimi casi l'omicidio avviene per un raptus, generalmente è il culmine di lunghi periodi di violenza e maltrattamenti da cui le donne non hanno saputo - o voluto per paura -  fuggire.
Solo nel 2013 sono state uccise 135 donne e siamo a 92 donne per il 2014 calcolate fino al 8/10/2014 (fonte http://prosmedia.org/osservatorio-sul-femmicidio/)e questo numero si riferisce ai casi certi, quelli dove il colpevole viene scoperto; ci sono poi tutte quelle donne che scompaiono senza lasciare traccia e per la cui sparizione mariti o familiari di vario genere e ruolo sono indagati ma non ancora condannati.  Moltiplichiamo questi numeri per il resto del mondo ed avremo dei risultati assurdi, incredibili, inconcepibili!!! 


 ("Una foto al giorno nel peggiore anno della mia vita")

   
 
E nella maggior parte dei casi si parla, purtroppo, di tragedie annunciate.
Per preparare questo post ho fatto ricerche per circa un mese e mentre facevo ricerche continuavo ad imbattermi in notizie nuove. Giorno dopo giorno i casi aumentano ed io resto sempre più addolorata perché a parte quelli di cui si parla di più, ce ne sono tantissimi altri a cui vengono dedicate poche righe e finiscono nel dimenticatoio.
E' per questo che oggi ho pensato di dedicare a queste donne il mio ritratto e di scrivere il meno possibile perché voglio lasciare la parola ad alcuni dei loro volti, ai loro sorrisi spezzati...
Dopo le immagini di chi non ce l'ha fatta troverete però la testimonianza di una donna che ha subito violenza e che è riuscita a denunciare e ad evitare il peggio, perché uscirne si può e lo si deve a se stesse!!!!!



Concetta Traina, 27 anni, uccisa a coltellate insieme alla madre dall'ex fidanzato


Ivana Scintilla, 27 anni, accoltellata dal marito - che poi si è tolto la vita - davanti ai due figli




Alessandra Pelizzi, 19 anni, gettata dal settimo piano di un palazzo dall'ex fidanzato, che poi si è suicidato



Mary Cirillo, 24 anni, madre di quattro figli, uccisa dal marito con un colpo di fucile



Fabiana Luzzi, neanche sedici anni accoltellata e bruciata viva dal fidanzatino di 17 anni



Ilaria Leone, 19 anni, strangolata e morta soffocata dal suo stesso sangue



Giuseppina di Fraia, 52 anni, investita con l'auto e bruciata dal marito (in foto)



Lucia Bellucci, 31 anni, strangolata, pugnalata e rinchiusa nel bagagliaio dell'auto dell'ex fidanzato



Michelle Campos, 21 anni, uccisa a colpi di martello alla testa dal fidanzato



Cristina Omes, 38 anni, uccisa dal marito insieme ai due figlioletti di 5 anni e 20 mesi


Ed ora dopo tutta questa tristezza, vi voglio lasciare con una storia che, per quanto dura e dolorosa, è però una storia a lieto fine. Ve la voglio fare raccontare da lei, questa donna forte e coraggiosa che ha avuto la capacità di uscirne non senza dei grandi strascichi psicologici!
Non vi dirò il suo nome per preservare la sua persona, ognuno di voi potrà darle nella sua mente il nome che vorrà:

"Qualche anno fa ero una studentessa, una persona piena di sogni nel cassetto, ma con un presente un po' noioso. Fidanzata con lo stesso ragazzo dai tempi del liceo, due lavori per mantenere l'appartamento in città e una vita piena di impegni. La mia situazione sentimentale era un po' smorta, tanti anni alle spalle e interessi che piano piano erano sempre meno in comune. Decisi di concludere una storia che si stava prolungando per l'abitudine, ma me ne pentii dopo poco. Nel frattempo incontrai un uomo formidabile, dolce, comprensivo che mi regalò la sua amicizia, lo chiameremo Mister X. Dopo qualche tempo me ne innamorai. Bello davvero, mi sentivo rinata, vitale, il sorriso era tornato a brillare sul mio viso, mi sentivo come una ragazzina gioiosa. Ma non durò a lungo.

Piano piano mi accorsi che le sue idee erano sempre più importanti ma soprattutto giuste e le mie ovviamente sbagliate e sciocche. Il mio pensiero politico era da plasmare perché io ero una persona ignorante da educare. Per un po' mi sono divertita, in fondo per me era una sfida, i nostri battibecchi credevo fossero dei giochi per confrontarci e conoscerci, ma mi sbagliavo. Con il passare del tempo si discuteva fin che non gli dicevo che aveva ragione; poi si sono susseguiti degli episodi particolari: un giorno mi disse di guardare il sole dal finestrino della macchina, io non riuscivo dalla mia posizione, così mi prese per i capelli (non in maniera violenta, ma comunque decisa, forse troppo) e mi girò la testa per farmelo vedere. Qualche giorno dopo volevo entrare in un negozio di scarpe, ma ero indecisa perché avevo lasciato il bancomat a casa e lui mi spinse dentro con una certa enfasi.

Non diedi a questi episodi una grande importanza perché era davvero la persona più gentile e disponibile che avessi mai conosciuto, e non riuscivo a capire come fosse successo, forse lo avevo solo interpretato male. Poi come ho scritto precedentemente ha iniziato a impormi le sue idee.

Perché non l'ho lasciato subito? Questa è una bella domanda. Proverò a spiegare il perché, anche se credo che non sia comprensibile a qualcuno che non l'ha vissuto. Mister X ha fatto in modo di essere l'uomo perfetto e ci ha messo mesi e mesi di duro lavoro. Aveva un lavoro decisamente importante, una famiglia rispettabile altolocata, insomma era difficile per la mentalità media colpevolizzarlo di qualche cosa. Ha creato intorno a sé una luce perfetta in modo che i miei occhi e quelli dei miei cari o dei miei amici lo vedessero così. Quando ho provato a dire ad un'amica che erano capitate queste cose, lei mi ha detto che forse mi ero sbagliata, Mister X non può aver detto questo dai, lo conosco, è così dolce, pende dalle tue labbra, ma figurati, magari sarai un po' stanca e avrai interpretato male.

Poi sono arrivati i litigi forti, le scenate di gelosia, le piccole violenze. Volete sapere perché anche allora non l'ho mandato via? La pazza ero io. Intorno a me si era creato il vuoto: lui aveva convinto tutti che la storia con il mio ex mi aveva distrutta, il lavoro e la scuola mi stressavavo a tal punto che io avevo bisogno di aiuto, che gli facevo discorsi inconcludenti. Ha registrato con il cellulare un pezzo di una nostra litigata dove io lo mandavo a stendere, e l'ha fatta sentire al mio capo, ai miei genitori, ai miei amici. Lui piangeva con tutti, andava a dire che voleva sposarmi e tra le lacrime diceva che andavo curata, dovevo prendere dei farmaci perché ero schizofrenica.

Quando mi colpiva si buttava per terra e cominciava a piangere, dicendo che avevo fatto tutto da sola, che avevo sbattuto la testa contro il muro da sola e adesso davo la colpa a lui. Dovevate vedere i suoi pianti, sembrava un bambino e mi diceva che voleva solo aiutarmi. Io non osavo parlare con mia madre, è anziana, io sono figlia unica ma so che lei non gli credeva. I suoi colpi erano davvero ingegnosi, mai un segno visibile. Nel caso lo avessi raccontato non c'erano prove.

Un giorno capitò una cosa molto grave, ma non mi va di parlarne, quindi perdonatemi. Io ero a pezzi, mi sentivo sola, mi sentivo folle, ero convinta di avere un problema e non sapevo come fare. Un lavoro l'avevo perso grazie a lui, ma rimaneva l'altro: il mio capo è sempre stato dalla mia parte (ovviamente non sapeva le cose capitate, altrimenti oggi posso affermare che lo avrebbe denunciato lui) ma non ha mai creduto a una parola uscita dalla bocca di Mister X. Comunque grazie al mio capo e al mio attuale marito (all'epoca eravamo amici) riuscii a lasciarlo. E secondo voi è finita? Nooooo. Iniziarono gli appostamenti sotto casa o in qualsiasi altro luogo, le telefonate anonime con minacce e poi una bella segnalazione dai carabinieri. Ma la volete sapere una cosa: la mia parola contro la sua. I carabinieri mi dissero di fare attenzione, perché se lui era così furbo, avrebbe potuto denunciare me per diffamazione.

Perché sono stata dai carabinieri? Ci ho messo un po', e se non avesse continuato a perseguitarmi dopo la rottura forse non lo avrei fatto. Ma riusciva ad entrare nei miei profili di facebook, di posta elettronica e scriveva messaggi a mio nome alle persone, si faceva trovare fuori dal lavoro e mi rideva in faccia dicendo che mi avrebbe fatto rinchiudere, che i miei genitori sarebbero morti di frustrazione e che lui avrebbe dato loro delle prove inconfutabili della mia pazzia, che io ero schedata e non lo sapevo. Ecco, forse ha toccato l'unico tasto in grado di svegliarmi: i miei genitori. Guai a chi me li tocca. Poi sono stata da uno specialista e volete sapere cosa mi ha detto? Che ero tanto stressata e avevo bisogno di una vacanza ma che le persone "malate" sono altre, quindi lei non avrebbe potuto aiutarmi.
Ci ho messo un anno a smettere di sobbalzare al primo rumore o a non urlare nel sonno, ma oggi sto bene. Certo, ho perso la spensieratezza, l'allegria e l'innocenza di prima, ma ho una famiglia meravigliosa che mi ama così come sono.

Vi chiedete perché voglio rimanere anonima? Ho una famiglia, dei genitori che adoro e non voglio che soffrano e sono stufa, stanca. Ma vivo ancora con l'ansia che un giorno decida di cercarmi perché non ha di meglio da fare. Io mi sono sentita in trappola, come se fossi legata ad una sedia con delle corde spessissime e mi sentivo presa in giro, perchè lui faceva così. Non volevo uscirne perché ero da sola ed era difficile, quasi insopportabile, così per tre anni sono stata schiacciata psicologicamente. Quando decisi di metter fine a questa storia mi sono sentita la gola bruciare, come quando rischi di affogare per la mancanza di ossigeno e senti i polmoni bruciare.
Però oggi sono qui, sono felice, e posso raccontare questa storia."

 
Ringrazio questa amica che ha voluto condividere con noi la sua dolorosa esperienza e spero che come lei, molte altre donne, potranno  trovare la forza di denunciare e di farsi aiutare.
E a noi tutti dico: cerchiamo di prestare attenzione alle donne che abbiamo intorno, non minimizziamo un avvenimento, una parola, una richiesta di aiuto... spesso per chi subisce violenza è difficilissimo riuscire a rivolgersi ad un familiare o ad un'amica e trovare dall'altra parte un muro di sicuro non aiuta!!!
Spero che nessuna di voi ne abbia la necessità, ma vi lascio un link con tutti i numeri di telefono dei Centri Antiviolenza per donne maltrattate a cui è possibile rivolgersi per un aiuto:

Grazie mille a tutti per l'attenzione.
Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica