mercoledì 9 gennaio 2013

"Il mondo dietro il libro: The Crossed Archangel Saga-coincidence di Raffaele Rovinelli"

Buon pomeriggio cari lettori,
per chi di voi ha intenzione di comprare il primo libro della saga di Raffaele Rovinelli, oggi vi lascio la sua intervista fatta sul sito di Readmi Italia, per conoscere meglio l'idea che sta dietro questa nuova saga.
Un'intervista molto dettagliata e interessante: appena potete prendetevi qualche minuto per leggerla e gustarla.





Intervista a Raffaele Rovinelli autore di The crossed Archangel Saga: coincidence


“The crossed Archangel Saga: coincidence” è il tuo primo libro?

Sì, questa in definitiva è la mia prima opera, curata con una tipologia di scrittura assai particolare e unica mai utilizzata fin ora dagli scrittori. O almeno credo. Anche se tutto ciò è scritto in “Precisazioni dello scrittore”, vi do un piccolo indizio in base a ciò: è un po’ come giocare a Taboo, non so se mi spiego e ho trovato questo elemento assai particolare da poter applicare. A mio parere, rendeva l’opera ancor più emblematica nell’insieme con cui essa si presenta.

Un’altra tematica di base, riguarda il motivo per il quale ho denominato il libro con un linguaggio straniero: non trovo molto disturbo in questa scelta dato che ci sono scrittori d’altra frontiera che, senza un motivo preciso, denominano il loro libro con parole italiane. Forse, nel loro caso, lo fanno per dargli un tocco più artistico, ma io avevo in mente uno scopo ben più preciso: ho scritto il nome del libro in inglese perchè la storia è ambientata in America, o più specificatamente a Portland, nello stato dell’Oregon. E ovviamente il protagonista e i personaggi che ruotano attorno la sua vita sono americani, anche se non sono tutti originariamente di Portland. Ricordo che quando ancora mi cimentavo nelle primordiali bozze e varie didascalie scritte su un quaderno che mi portavo appresso praticamente dappertutto, avevo la mente piena highlights sulle scene del libro. Questo mi rendeva sempre più fervente e pieno di voglia nel voler portare avanti l’opera che inizialmente credevo fosse una, ma a lungo andare mi sono accorto che la storia stava diventando molto lunga e ricca di contenuti intrinsechi. Una cosa che adoro nel libro, è l’intreccio delle situazioni più che dei rapporti interpersonali tra i personaggi che appaiono. In parallelo a questo rimanevo occupato ore e ore su Google Maps a studiarmi le vie della città, i nomi degl’indirizzi o addirittura l’interno di alcune location in cui avvengono gli accadimenti e i dialoghi tra i personaggi. Vi chiederete sicuramente: “Come mai hai scelto Portland? Perchè proprio questa città? Possiede un particolare fascino che ti rappresenta?” Beh, la risposta  a questo è assai lunga e complessa; cercavo una grande metropoli dove ambientare la storia di un ragazzo che pratica la complessa e dinamica disciplina del Parkour, in cui in alcune circostanze del libro si può avere la possibilità di respirare l’atmosfera vissuta all’interno di un gruppo, una vera e propria crew, che condivide lo stesso scopo, la stessa grande e avvincente passione in egual misura vissuta con spiritualità anche se con dibattiti piuttosto accesi, molte volte anche al limite massimo del sarcasmo. Oltre al Parkour, che è una nota disciplina nata in Francia, quindi di suo spontaneo origine non troppo lontana dalle nostre realtà, vi sono ben altre arti che sono a loro parte di una cultura che nel corso degli anni ha intrapreso varie svolte sia a livello commerciale/mediatico e underground, ossia la cosiddetta “nicchia”: questa cultura è l’Hip Hop, basata su quattro arti differenti ma inerenti comunque l’una con l’altra al contesto. Cambia solo il modo di esporre il proprio punto di vista e questo determina l’arte che è in te, ovvero rappresenta il tuo stato d’animo: la prima è il DJing, ovvero il saper campionare e il sapersi muovere su di una consolle con vinili di genere Funk, Rap, Breakbeat accompagnati da una ricca dose di “Scrath” che consiste appunto nel graffiare”, per così dire, il vinile ottenendo un effetto musicale contrastante che però va a tempo con la canzone che sta suonando. E’necessario avere molto orecchio, in quest’arte, per poter svolgere al meglio la propria parte sia mentre ti alleni a “scratchare” in cameretta e ti alleni per migliorare i tuoi errori e apprendere, sia quando sei diventato un pezzo grosso nel panorama e ti trovi a suonare i tuoi beat sopra un palco con cento e più persone che ti seguono agguerrite dovunque. La seconda arte è l’MCing (M.C.: Master of Cerimony) nata quasi per caso perchè a circa metà degli anni ’70, mentre i DJ suonavano i pezzi del proprio campionatore musicale alcuni ragazzi del ghetto cominciarono a cimentarsi nel sfidarsi tra di loro, raccontando in rima il proprio vissuto che in quelle zone, ai tempi, era assai difficile da poter eludere. Era una tecnica simile a certi afro-americani di credo protestante che lavoravano come raccontastorie urbani all’interno di stazioni radiofoniche: essi tra una canzone jazz, acid jazz, soul, funk, electro si cimentavano nel raccontare le realtà del ghetto in rima parlando velocemente e certe volte accostavano questo modo di parlare al breakbeat dei primi Dj di quel tempo. Successivamente dal palco, la cultura si spostò tra la gente che andava a divertirsi ai primi Block Party che erano le feste di quartiere organizzate dai Dj: in che modo? Ballando, esprimendo le emozioni tramite il linguaggio del corpo. Inizialmente erano solo passi in piedi a tempo di musica e questo nuovo ballo veniva chiamato dai giovani neri “Blueprint” poi si è evoluto in Electro Boogie e Breaking, ed era interessante come ambedue gli stili facevano parte dello stesso contesto che ahimè con gli anni hanno preso due strade divergenti, evolvendosi ognuno per conto proprio. Ed è qui che arriviamo alla seconda arte esposta nel libro: il Breaking, per l’appunto,da non confondere dicendo “Breakdance” perchè quello è un nome inventato dai mass-media. Perchè questa è disinformazione, dato che il nome è sempre stato Breaking e tale deve rimanere per tutti quelli che tramite quest’opera verranno a conoscenza del fenomeno. Il Breaking l’ho cominciato a praticare dieci anni fa circa e conosco abbastanza verità inerenti alla crescita del fenomeno,anche se non indugio a riconoscere che ci sia sempre qualcosa da imparare, perchè esiste sempre qualcuno che ne sa più più me: ho scelto di mettere il Breaking nell’opera, basandomi sul mio personale stile di ballo e generalizzando un pò sulla formazione del personaggio principale, ossia un mio alter-ego maschile dato che quello femminile corrisponde in tutto e per tutto a colei che è la mia ragazza.
Questa generalizzazione è tratta dal mio stile di ballo perchè quando concateno le mosse l’una all’altra è come stessi disegnando qualcosa nel pavimento che è in armonia alla musica che ascolto in quel determinato istante: quindi compongo il disegno lasciando una traccia, o una linea se vogliamo facendo così ARTE, mentre va a tempo di MUSICA. Ed è per questo che nella storia di questo libro ho creato un progetto universitario di fine anno creato dalla professoressa che insegna arte e design da usare come tesi denominato appunto “PROGETTO MUSICARTE”, il quale consiste nel creare un disegno ad ispirazione libera e creare una melodia di note che a sua volta è ispirata ad esso. Questo elemento legato al tracciare rimane perfettamente conciso al Parkour, che consiste nel creare un percorso all’interno di un area urbana oltrepassando e sfruttando tutti gli ostacoli e creando così una traccia tramite le proprie spettacolari mosse. Un’altro elemento legato al tracciare o meglio, al disegnare è l’arte che pratica il fratello, Daniel: lui è un Writer, ossia un ragazzo che crea le proprie bozze su un quaderno e da vita ad esse dipingendole sui muri rovinati e spogli della città, o sulle locomotive abbandonate. E anche su tavole di legno liscio. Qui arriviamo alla quarta e ultima  cultura dell’Hip Hop, il Writing: essa purtroppo non è mai apprezzata perchè vista più come vandalismo anzichè come arte. A mio parere dipende come la si fa innanzitutto perchè dipingere non vuol dire sporcare un muro, bensì arricchirlo di spontaneità. In ogni caso, prima di applicare un vero graffito su un muro è necessario un’abbondante dose di allenamento quindi consiglierei di provare su grandi tavole di compensato che si possono acquistare a pochi euro da un falegname. In questo modo puoi sbizzarrirti quanto vuoi con passione e divertimento, migliorando le tue capacità giorno dopo giorno. L’importante è il perseverare sull’unicità del proprio stato di coscienza, perchè è quello che ti guida alla composizione e conclusione della tua opera, qualsiasi essa sia, fino al momento in cui tutti la possono vedere e avere la possibilità di apprendere da essa. Nel libro sono inseriti tutti gli stili di scrittura creata dai Writer sin dagli ultimi anni del ’70, se non anche prima.
Una volta formatesi tutte le culture naque la Zulu Nation, fondata dal celebre Dj pioniere del breakbeat Afrika Bambataa e questo rafforzò molto la cultura su tutti i suoi punti cardine.
Pian piano grazie a questo fenomeno, a questa straordinaria cultura urbana formata e messa insieme dalle sue incredibili quattro arti così espressive, la forte criminalità da parte dei neri presente tra i vicoli e le strade New Yorkesi e di altre città assai note, diminuì a vista d’occhio; si può ben dedurre quindi che le arti da cui è composto l’Hip Hop possono essere usate come una sorta di “medicina artistica” perchè la gente si sfidava attraverso un microfono o dentro ad un cerchio, anzichè continuandosi ad ammazzare facendo a botte o accoltellandosi. Tutto questo ovviamente è  contrario all’idea di quello che molti pensano ovvero che questa cultura è spinta da delinquenti perchè nata da vite contraddistinte dal degrado sociale. Dal mio punto di vista, se uno sceglie di far parte di una tale scena, significa che vuole attribuire su di sè uno straordinario miglioramento ed è proprio quello che voglio enunciare tramite quest’opera, perchè essa è un lavoro che rende reduce anche me stesso verso un miglioramento sia intellettuale che spirituale.

Il titolo suggerisce una continuazione, è così?

Definendosi appunto come “The Crossed Archangel Saga” è una saga e abbastanza lunga, oserei specificare, perchè contraddistinta da sequel, prequel e spin-off. E ogni singolo libro sarà lungo circa sulle 600 pagine. Potrebbero essere costosi, ma rimangono ricchi di tutti gli elementi che riescono a renderli completi nella loro consistenza. Il secondo già vi avviso che sarà una vera bomba: per come è descritto, con gli scenari d’azione, le verità all’interno dei dialoghi, i sentimenti toccanti del protagonista e l’ironicità trasmessa dai personaggi persino durante le varie battaglie credo proprio che gli adolescenti e i giovani adulti lo divoreranno. Ma il giudizio vero che conterà, chiaramente, sarà di chi lo leggerà appena esce. Finchè le idee continueranno a venire, state pur certi che le descriverò in totale purezza e pienezza alla loro fondamentale espansione. Ho anche altri progetti indipendenti dalla saga che sto buttando giù quando mi sento ispirato ad essi e questo indica che c’è ancora parecchio lavoro da fare per affermarmi come artista con la lettera A maiuscola.

Come nasce la passione per questo genere?

Premetto che è una storia piuttosto lunga da raccontare e cercherò di essere più preciso possibile nel farvela conoscere: tutto cominciò quel lontano sabato del 21 febbraio 2009, il giorno in cui mio bisnonno tragicamente venne a mancare. Fu una grossa perdita per me e la mia famiglia, ma quella stessa mattina accadde una cosa strana: avevo appena acceso la televisione in salotto per fare colazione e casualmente su un canale musicale che stava trasmettendo Decode dei Paramore, una canzone appartenente alla colonna sonora del primo film di Twilight. Dal video s’intravedevano facilmente degli “highlights” d’azione inerenti al film e subito ne rimasi rapito: non vedevo l’ora di poter vedere quel film. Appena uscii di casa e durante il tragitto per andare alla camera mortuaria, quella canzone non si stancò mai di risuonarmi nella testa fino a diventare una vera e propria colonna sonora inerente a quei giorni così bui per la mia famiglia. Poi andai a casa di mia bisnonna e rimasi stravolto nel vedere quanto quel lutto avesse colpito tutti nel profondo dell’anima mentre Decode risuonava nella testa senza smettere facendomi sentire ogni istante di più la sua mancanza; mi fu data una sua foto in cui stava bruciando la legna nella villa in campagna che lui stesso ha costruito con le sue sole forze e stranamente essendo stata scattata in pieno inverno gli elementi dettati dall’oscurità gli alberi, le foglie cadute e la fitta nebbia bianca che traspariva dalle alture riportarono assai facilmente la mia mente a Twilight e agli sprazzi di film visti nel video musicale. Mi convinsi che non poteva essere solo una semplice coincidenza ed ero sempre più convinto nel voler guardare quel film. Qualche mese dopo ci riuscii mi si aprì un mondo nuovo davanti agli occhi, corrispondente alla letteratura e alla cinematografia Fantasy. Capii che in qualche modo mio nonno nel suo lasciarmi voleva trasmettermi qualcosa e ci riuscì: m’innamorai di quella saga di film a tal punto dal vedere il primo film una decina di volte, poi cominciai a comprare e a leggere i libri. Così fui catapultato in un mondo nuovo, dove l’impossibile diventava possibile. Tempo addietro avevo guardato film come il Signore degli Anelli ed Harry Potter e mi erano piaciuti, ma guardando Twilight riuscii ad apprezzare meglio tutto il genere ed osservare con attenzione la sua evoluzione. E questo finchè non m’innamorai della tastiera e la comprai, per via delle canzoni di artisti del calibro di Yiruma e Carter Bowell da poter imparare a suonare nei vari tutorial su youtube. E da lì tutto cominciò con l’iniziare a comporre una Fan fiction su Twilight in cui i Cullen, dopo la trasformazione di Bella e la nascita di Renesmee, tornavano a Volterra per risolvere una questione impellente con i loro acerrimi nemici. Perseverando nella scrittura di quel testo e girando nei vari blog inerenti al genere Fantasy, m’imbattei nell’immagine di un angelo dalle grandi e possenti ali. Questo mi folgorò e mi offrì lo spunto ad una storia che non aveva niente a che vedere con una fan fiction: perchè quella storia era mia in qualche maniera mi contraddistingueva in assoluto tramite i suoi personaggi che dovevano ancora venire a crearsi. Qualcosa di nuovo aveva preso breccia nella mia mente e quest’ultima, con l’avanzare dei giorni, continuò ad immaginare senza sosta momenti inerenti alla storia da poter trascrivere. E io ne ero turbato, perchè continuavo a pensare, pensare senza che il mio cervello potesse spegnersi anche quando era esausto. Ragionavo sul mio nome, Raffaele che appartiene originariamente al nome di uno dei principali arcangeli, collegandolo alla mia data di nascita il 2 ottobre che corrisponde alla festività degli angeli custodi. Assieme a questo, c’era mia madre, casualmente chiamata Angelica e la mia ragazza, Maria con il cognome molto simile al dipinto toscano denominato “Madonna Rucellai” e casualmente nata a settembre ossia sotto il segno della Vergine. Anche se all’oroscopo non ci credo più ormai a quel tempo risultava ai miei occhi come la ciliegina sulla torta. Senza contare i miei nonni paterni Giuseppe e Maria. Nel ripensare a questi particolari mi fa quasi ridere: erano queste le coincidenze primordiali che mi avevano ispirato a scrivere una mia storia. Per deturpare tutto questo almeno un poco, decisi di guardare qualche film in merito al fenomeno degli angeli. Ma scoprii a malincuore che quelli girati in america erano davvero pochi. Stranamente proprio in quel periodo in televisione mandavano una serie TV “Fallen” che m’interessò parecchio e mi offrì ottime basi perchè tutte legate alla caduta degli angeli traditori, al Regno dei Cieli e ad altre cose. Decisi così di fare qualche ricerca su Google digitando “Regno Dei Cieli” o “Legioni di Angeli” e da lì capii tutte le gerarchie angeliche.
In quel periodo, tra l’altro, avevo preso parte ad una convention importante su Twilight  a Napoli e mentre sentivo gli attori parlare durante le loro interviste dell’esperienza vissuta nei background del film, le scene del libro si facevano sempre più chiare, però continuavo ad avere forti dubbi sulla creazione dei dialoghi tra i personaggi credendo di non essere in grado di poterlo fare. Finchè uno degli attori se ne usci fuori dicendo “Credete nei vostri sogni e nelle vostre fantasie” e a quel punto non ce la feci più a restare a guardare senza far niente: era finalmente arrivato il momento di cominciare. Rammento assai bene che avevo portato con me un quaderno dei Bastardi Dentro e nel viaggio di ritorno Napoli – Fano in treno, mentre l’amica che mi aveva tenuto compagnia nel viaggio d’andata era presa da un sonno profondo, cominciai a scrivere i nomi di tutti i capitoli e dar vita ad una didascalia principale sul personaggio, poi scrissi dei nomi inerenti a quelli che potevano essere il resto dei personaggi. Inizialmente quella che era mia madre la chiamai Angeline, ma poi cambiai in Angelique. Pochi giorni dopo mi trovai in libreria con la mia ragazza e intravidi un libro interessante e di grande successo inerente agli angeli, così senza, sopra avvalendomi all’esitazione lo acquistai. E leggerlo mi fu di grande aiuto Ma a quel punto mi chiesi:” Come posso collegare una storia sugli angeli alla cultura Hip Hop?” e la risposta stava nell’espressione libera ed acrobatica degli artisti di strada come i freerunner o tracciatori: essi facevano Parkour e saltavano gli ostacoli perchè anche se per pochi secondi riescono nel tentativo di volare. Questa è stata la chiave d’intersezione tra i due fenomeni che mi ha spronato al voler riuscire nell’intento di portare a termine l’opera. L’ispirazione che ha saputo raggruppare l’opera e la saga in sè in tutta la sua interezza.
Riguardo al resto delle ausiliarie ispirazioni per dar vita al manoscritto, che dire? Ce ne sono state tantissime. Ad esempio, Per due personaggi in particolare, una fonte importante è stata “Il corvo” con Brandon Lee, un film anni ’90 dai significati molto emblematici. Tre elementi fondamentali all’interno di quella proiezione furono le ali nere del corvo, Eric Draven (Brandon Lee) nei momenti in cui suonava la chitarra elettrica sul tetto del palazzo e il combattimento finale che viene affrontato all’interno di una grande cattedrale abbandonata. Un altro personaggio invece, è ispirato ad un gruppo segreto mondialista che decide le sorti del mondo incontrandosi una volta all’anno e siccome è uno studente dello stesso corso di arte e design, l’ho legato anche ad un discorso inerente al bullismo nelle scuole che ho subìto io stesso in prima persona dai lontani tempi dell’asilo e all’ingiusta violenza sulle donne.
Oltre questo alla fine del libro si scopre perchè al protagonista perchè proprio il giallo e il nero sono i suoi colori preferiti: in qualche modo, queste tonalità diventeranno letteralmente parte integrante di lui, intersecandosi su loro stessi. Ed è questo che contraddistingue il titolo dell’intera saga e i colori scelti sul retro della copertina in cui vi è scritta la trama. Come potete notare, tutto il progetto è basato sull’arricchimento di piccoli dettagli che rendono il libro originale ed unico come inizio di una saga Urban Fantasy, la quale spero davvero con tutto il cuore ottenga il successo che merita. Penso che sia questo il mio stile di scrittore e ne vado molto fiero, dato che il mio intento principale è essere originale il più possibile. Purtroppo in questi ultimi tempi che corrono, vedo tante saghe Fantasy scritte da ragazze che s’ispirano allo stesso incipit per cominciare la storia e questo lo reputo molto avverso e noioso, nei confronti della creatività artistica letteraria. In sostanza, se dobbiamo leggere libri fantasy che si somigliano fortemente l’uno con l’altro, tanto vale non leggere assolutamente niente perchè ci sospingiamo in quello che si definisce  ”diventare cloni”. Tutti gli uomini e le donne di questo mondo, hanno un pensiero diverso e ognuno ha diritto di condividere il proprio stato d’animo con l’altro, ma non si può di certo pretendere che tutti la pensino uguale: la trovo una cosa diabolica, nei confronti del rispetto di tutti. Se devo dire la mia, la penso così : “Tu sai questo? Ok, ottimo osserva questo: l’ho fatto io e non l’ho copiato da nessuno” e in questo modo avviene uno scambio culturale, tra le due persone che in quell’istante si confrontano.

Stai partecipando a un concorso ce ne vuoi parlare? 

Mi trovo al 19° posto in classifica, ma solo se mi classifico primo avrò a disposizione 500 copie. L’altro concorso consiste nell’inviare un modulo per partecipare a quello che sarà il Sanremo Writers, ovvero un concorso nazionale per scrittori che avverrà nel celebre periodo del Festival. Ammetto che pochi artisti italiani di musica tradizionale mi piacciono, ma il concorso per autori mi attira fortemente perchè può essere comunque un’ottima rampa di lancio per rendere famosa l’opera su un livello di mercato grandemente vasto. Ed è il sogno di qualsiasi autore, poter avere tra le mani una così importante opportunità!

Come possiamo sostenerti?Come si fa a votare?

Se andate sul link www.booksprintedizioni.it/the-crossed-archangel-saga-coincidence e clicchi in un triangolino rosso in alto in cui c’è scritto vota: poi devi scrivere il tuo nome e l’indirizzo email, in seguito aspettare un email che arriverà nella tua cartella di posta e cliccare nel link all’interno per convalidare il voto, altrimenti sarà nullo. Potete aiutarmi a scalare la classifica se lo fate in tanti. Ora mi trovo alla diciannovesima posizione con settantasette voti ma per essere premiato devo essere primo e l’opera che sta in vetta alla classifica porta con se circa 600 voti o anche più. Quindi ho bisogno di un notevole ed immediato aiuto. Capisco che il costo potrebbe sembrare elevato, ma è scritto in una modalità molto singolare e fresca, dato che sono ancora giovane e esordiente. In più è ricco di didascalie, classificazione dei personaggi, citazioni personali e una storia piena di colpi di scena mischiata a dialoghi ricchi di cinismo quindi esilaranti, ovviamente.

Dove possiamo seguirti?

Su questo link c’è la segnalazione dell’opera http://francilettricesognatrice.blogspot.it/2013/01/sentimentiamiciziapassioni-e-fantasy-i.html?spref=fb
e anche su questo:
http://romanticamentefantasy.blogspot.it/2013/01/spazio-esordienti-crossed-archangel.html?spref=fb
e tra poco sarà messa l’inserzione all’interno di un altro blog.
In più, ho preso contatti radiofonici e televisivi a livello locale senza contare poi questa intervista, quindi si stanno presentando tante opportunità importanti per lo sviluppo di una carriera artistica fruttuosa.
Seguitemi e supportate la saga in tanti! La verità sommata alla sconfitta dei dogmi che v’incatenano ad una prigionia mentale, vi renderà certamente liberi e migliori nella vostra quotidianità!

 La frase regalo per Readmi Italia

“Dialogo tra Raphael e Marie al capitolo 30 “Shock”

- Sempre a fare l’eroe tu, mi raccomando – Disse con forte sarcasmo.
- Sai bene che non è nella mia indole, scappare via come un fifone.
- Hai rischiato di morire. Lo capisci questo? E mio padre è da prima che continua a sostenere che sei un delinquente, solo perchè pratichi il Parkour.
- E’ proprio grazie al Parkour che sono riuscito a salvarmi, invece.
- E allora cos’era quello strano oggetto nero di metallo che hai tirato addosso a quel tizio?
Sgranai gli occhi, evitando per un pelo di cadere dalla sedia.
- C-come?
- Ho visto chiaramente che gli hai lanciato un oggetto, molto probabilmente un coltello o roba del genere e sei riuscito addirittura a fare centro nella canna del bazooka.
Avvertivo un senso di nausea, sommato ad un forte giramento di testa talmente fastidioso che sembrava stesse per scoppiarmi il cervello …”




Nessun commento:

Posta un commento