venerdì 14 dicembre 2012

Recensione "Ospizio blues" di Luca Curati


Piango perché sono sola. Le lacrime mi fanno compagnia.

Titolo: "Ospizio blues"
Autore: Luca Curati
Casa editrice: Sensoinverso
Prezzo: 11.00
Pagine: 79
TRAMA
Irriverente, allucinante, ad alto tasso alcolico, toccante, tenero, malinconico, riflessivo.
Ospizio blues è un piccolo viaggio di formazione, un inseguimento del senso della vita, uno squarcio dell'esistenza, tra infiniti boccali di birra, innumerevoli sigarette al bancone del pub, ripetute ricerche dell'amore e del sesso, veri o fasulli che siano...E sullo sfondo l'ospizio, una prigione dell'anima con i suoi centenari ospiti che se ne vanno a morire insegnandoci un poco a vivere.

RECENSIONE
Ospizio blues, perché? 
Il titolo racchiude gli elementi che caratterizzano questo piccolo romanzo: sofferenza, tristezza e infelicità, sia del protagonista Luca, sia degli ospiti dell'ospizio.
Luca è un uomo che passa le giornate in un pub a bere birra, a fumare sigarette e ad aspettare una ragazza per soddisfare prima di tutto le sue esigenze sessuali e poi quelle affettive. Lavora in un ospizio dove la vita si ripete monotona e dove gli ospiti aspettano di tornare a casa, di morire o soltanto di passare un altro giorno.
Il problema è che Luca, che ci racconta la sua vita in prima persona, ha un linguaggio troppo scurrile e maschile per poter pensare di avere una ragazza e infatti i suoi incontri finiscono sempre con un due di picche o quasi, lasciandolo solo.
Le parti che mi sono piaciute di più riguardano alcune vicende all'interno dell'ospizio, perché le ho trovate toccanti, divertenti e reali. 
Avrei evitato invece di leggere e di sapere lo stato intestinale del protagonista, che ritroviamo spesso nel libro.
Luca ci fa conoscere molti ospiti (anziani): c'è chi crede di avere un appuntamento galante con un uomo  che vive su un albero, chi prega e pensa che Luca in realtà sia una donna, chi passa il tempo litigando, chi è ancora in testa, chi ha solo bisogno di compagnia e chi aspetta solo la morte.
E' un racconto triste, perché anche se alcuni episodi dell'ospizio possono sembrare esilaranti, in realtà non lo sono, perché sono frutto della condizione in cui versano gli anziani: la vecchiaia e il tempo che passa.

L'AUTORE


Luca Curati vive a Salsomaggiore Terme da ventinove anni. Alle superiori ha studiato elettronica, poco e male. E' pigro. Ama i libri, il cinema, le salite in bicicletta, mangiare (quando non è lui a cucinare), il Devil's Den vuoto. Tifa Inter, José Mourinho, Damiano Cunego.

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