domenica 3 giugno 2012

Recensione "L'ultima profezia" di Liz Jensen


Titolo: "L'ultima profezia"
Autrice: Liz Jensen
Casa editrice: Timecrime
Pagine: 448
Prezzo: 10.00
TRAMA:
Durante un'impietosa estate di caldo biblico e tempeste, la maggior preoccupazione di Gabrielle Fox è quella di ricostruire la propria carriera di psicologa dopo un terribile incidente d'auto. Ma quando le viene assegnato il caso di Bethany Krall, un'adolescente psicopatica che ha ucciso la madre e vive rinchiusa in un manicomio criminale, Gabrielle inizia a pensare di aver compiuto un tragico errore. E ha ragione: la sua giovane paziente non è una semplice assassina. Nelle sue allucinazioni c'è qualcosa di inquietante, di orribilmente reale: Bethany può vedere, molto prima che accadano, catastrofi che si stanno per abbattere sul pianeta, piccole apocalissi che andranno a comporsi, nel tempo, in un misterioso disegno finale dal quale nessun tentativo di fuga, nessun possibile esodo sembrerà poterci salvare. Eppure, quando Gabrielle se ne rende conto, nessuno le crede. Ci sono profezie troppo spaventose perché le si possa prendere anche solo in considerazione, e l'unica cosa che le resta da fare è portare via con sé Bethany, in una disperata corsa contro il tempo...

RECENSIONE:
Avevo grandi aspettative su questo romanzo, che però sono state in parte deluse.
Mi aspettavo una storia in stile "2012", film diretto da Roland Emmerich, con azione, episodi al cardiopalma e magari anche qualche brividino.
Mi aspettavo di non riuscire a staccarmi dalle pagine, ma nello stesso tempo di avere una sorta di repulsione, perché mi avrebbe causato piccole paure, come riesce a causarmi la trasmissione "Mistero".
Ma invece ho fatto fatica a rimanere concentrata sulla pagina, perché la narrazione è lenta e poco coinvolgente.
Mi ripetevo: "è l'inizio, vedrai che nel prossimo capitolo comincia l'azione e invece piano piano questa speranza scemava".
Ho trovato i capitoli molto lunghi e abbastanza piatti.
Ciò che invece mi è piaciuto è stato la scrittura adatta a questo genere, la cover, il prezzo e la fine, perché da pagina 300 in poi finalmente si comincia a ragionare, s'inizia a voler sapere cosa accadrà e parte l'azione.
L'unica cosa che fa paura di tutto il libro, se la s'immagina, è la voce di Bethany: rauca e infantile.
Questo libro mi ha trasmesso una grande angoscia, dovuta alla paura che un grande cataclisma potrebbe abbattersi anche nella realtà, soprattutto avendolo letto in questi giorni in cui si è verificato il terremoto in Emilia.
E infine, due domande che rivolgo a tutti voi: voi credete ai sensitivi? Se anche nella realtà ci fosse una Bethany, voi le credereste?  Io penso di sì.

L'AUTRICE:
Nata in Inghilterra, figlia di un liutaio danese, Liz Jensen ha collaborato a lungo come corrispondente da Hong Kong per un quotidiano londinese. Rientrata in Inghilterra, ha lavorato per la Bbc e The Independent. Candidata tre volte all'Orange Prize, oltre a L'ultima profezia, i cui diritti cinematografici sono stati opzionati dalla Warner Brothers, ha al suo attivo sette romanzi tradotti in venti Paesi, tra i quali The Ninth Life of Louis Drax dal quale Anthony Minghella trarrà presto un film. Risiede tra Copenhagen e Londra, dove scrive per il Times. Dal 2005 fa parte della Royal Society of Literature. «Ho sempre pensato che il luogo comune 'scrivi solo di quel che ti è noto' sia profondamente errato. Bisognerebbe scrivere, e leggere, a proposito di quel che non conosciamo, così da poterlo esplorare. Più sappiamo del mondo, maggiore è il numero di menti che arriviamo a esplorare, meglio comprenderemo il luogo nel quale viviamo. Leggere, e scrivere, è fondamentalmente una questione di empatia. » Liz Jensen

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