giovedì 22 febbraio 2018

Recensione "La ragazza di stelle e inchiostro" di Kiran Millwood Hargrave

Titolo: "La ragazza di stelle e inchiostro"
Autrice: Kiran Millwood Hargrave

Casa editrice: Mondadori
Pagine: 216
Prezzo: 17,00 - ebook: 8,99
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TRAMA 
Cosa c'è oltre la foresta? Chi abita i Territori Dimenticati? Isabella, figlia del cartografo che ha mappato la misteriosa isola di Joya fin dove lo spietato governatore Adori permette di esplorarla, sogna di poter disegnare su una cartina la risposta a queste domande.
Così quando Lupe, la sua migliore amica nonché figlia del governatore, sparisce proprio in quei territori, è Isabella a guidare la spedizione di ricerca. Le mappe di famiglia la guidano attraverso villaggi deserti, nere foreste e fiumi prosciugati, e le stelle che suo padre le ha insegnato a osservare la accompagnano dall'alto. Ma il vero pericolo del suo viaggio appare presto chiaro: nelle viscere bollenti della terra Yote, un demone di fuoco, si sta risvegliando…

RECENSIONE
Ho ancora gli occhi a cuoricino per questo libro. "La ragazza di stelle e inchiostro" è una di quelle letture che vorresti non finissero mai e a cui continui a pensare anche se ormai hai chiuso il libro da ore. 
La protagonista nonché narratrice della storia è una giovane ragazza di soli 13 anni di nome Isabella che vive solo con il padre cartografo dopo la morte sia della madre che del fratello gemello Gabo. Dal padre ha ereditato la passione di creare mappe anche se ancora non riesce a renderle vivide come le sue e ha imparato a leggere le stelle. 
A farle compagnia ci sono il gatto Pep e Miss La, una vecchia gallina sempre di umore nero, un personaggio che mi ha fatto molto sorridere.
Dall'altra parte della strada abita il suo amico Pablo, un ragazzo di 15 anni che frequentava prima che dovesse andare a lavorare nei campi al posto della madre Masha, una donna molto premurosa.
Isabella vive a Gromera, un villaggio dell'isola di Joya, pieno di corvi e comandato dal governatore Adori, un uomo basso e con la pancia che è l'opposto di suo padre in quanto a sensibilità, bontà e dolcezza e che da quando è arrivato nessuno può più andare nei villaggi vicini, nella foresta o semplicemente a fare un tuffo pena l'esilio nei Territori Dimenticati.
La migliore amica di Isa è proprio la figlia del governatore, Lupe, una ragazza alta, al contrario di lei, con cui si vede sempre alla piazza del mercato per andare poi a scuola insieme. Le due ragazze anche se diverse sono legatissime.
Dopo un tragico evento che porterà Lupe a partire per i Territori Dimenticati Isabella deciderà di unirsi al governatore, al suo esercito e a Pablo alla ricerca della sua migliore amica e durante il viaggio scoprirà se il mito di Arinta, una storia che le racconta da sempre il padre, è vero.
Un fantasy per ragazzi che mi è piaciuto tantissimo perché è scorrevole, coinvolgente, avvincente, le scene scorrono davanti agli occhi, i personaggi sono ben costruiti, i protagonisti sono giovanissimi, ci sono delle creature mostruose, grandi amicizie che fanno commuovere, una protagonista che, a mio parere, potrebbe entrare tra le eroine letterarie perché è coraggiosa, combattiva, altruista, sensibile, una grande amica e una brava figlia e un personaggio maschile che fa battere il cuoricino. 


L'AUTRICE
Kiran Millwood Hargrave è nata a Londra nel 1990 e ha studiato a Cambridge e Oxford. Ha scritto la sua prima raccolta di poesie a vent'anni, con cui ha vinto numerosi premi. Le ricerche per i suoi libri l'hanno portata in giro per il mondo, dal Canada incontaminato alle montagne del Giappone. Vive vicino al fiume, a Oxford, insieme a suo marito e a un gatto di nome Luna. La ragazza di stelle e inchostro è il suo primo volume.



 

mercoledì 21 febbraio 2018

Blogtour "La ragazza di stelle e inchiostro": Focus on Isabella

Buongiorno lettori,
in questa terza tappa vi parlerò della protagonista Isabella.


Titolo: "La ragazza di stelle e inchiostro"
Autrice: Kiran Millwood Hargrave
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 216
Prezzo: 17,00 - ebook: 8,99
TRAMA

Cosa c'è oltre la foresta? Chi abita i Territori Dimenticati? Isabella, figlia del cartografo che ha mappato la misteriosa isola di Joya fin dove lo spietato governatore Adori permette di esplorarla, sogna di poter disegnare su una cartina la risposta a queste domande.
Così quando Lupe, la sua migliore amica nonché figlia del governatore, sparisce proprio in quei territori, è Isabella a guidare la spedizione di ricerca. Le mappe di famiglia la guidano attraverso villaggi deserti, nere foreste e fiumi prosciugati, e le stelle che suo padre le ha insegnato a osservare la accompagnano dall'alto. Ma il vero pericolo del suo viaggio appare presto chiaro: nelle viscere bollenti della terra Yote, un demone di fuoco, si sta risvegliando…
FOCUS ON ISABELLA
Isabella ha 13 anni e non è tanto alta tanto che la sua migliore amica Lupe la chiama sempre "la più piccola della classe". Vive nel villaggio di Gromera con il padre cartografo, il gatto Pep e Miss La, una vecchia gallina di umore sempre nero. Non ha più la mamma e non può godere più neanche della compagnia di suo fratello gemello Gabo né chiacchierare con lui la sera nella loro camera da letto tramite il canale della voce perché anch'egli è morto. Isa è curiosa, altruista, coraggiosa, brava a raccontare storie come suo padre, ama ascoltare il mito di Arinta legato all'isola di Joya e ha ereditato la passione di creare mappe anche se ancora non riesce a renderle vivide come quelle del padre. Vorrebbe poter esplorare tutta la sua isola e i villaggi circostanti ma purtroppo il governatore Adori non lo permette pena l'esilio. La sua migliore amica Lupe è proprio la figlia del governatore, una ragazzina alta, riccia e dalle gambe lunghe con cui si trova sempre nella piazza del mercato per andare a scuola e sarà proprio a causa di Lupe se deciderà di unirsi alla pericolosa spedizione insieme al governatore, al suo esercito e Pablo, il suo vicino di casa nonché suo amico quindicenne. Isa sarà combattiva, nasconderà le sue paure e si dimostrerà una grande amica e una brava figlia. Isabella, a mio parere, ha tutte le carte per entrare a far parte delle eroine letterarie.
Vi lascio il calendario con le tappe di questo blogtour e vi consiglio assolutamente di non farvi sfuggire questa splendida avventura.
 19 Feb -Presentazione- L'Angolino di A​l​e
20 Feb -Recensione- Reading at Tiffany's
21 Feb -Focus on Isabella- Franci lettrice sognatrice
22 Feb​ -Ambientazione- Scaffali da riscrivere
23 Feb -5 Motivi per...- La Fenice magazine
24 Feb -Playlist- Il colore dei libri


 
 
 


lunedì 19 febbraio 2018

"I Colloqui Fiorentini 2018 - Eugenio Montale"

 

Il 2018 è l’anno in cui ricorrono 100 anni dalla nascita di Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918).
Dal 2004 è stato raggiunto un accordo tra la Nelson Mandela Foundation e l’Associazione Palasport
di Firenze che ha dato la possibilità al Palasport fiorentino di usare il nome dello Statista sudafricano
per 12 anni. Tale accordo è stato recentemente rinnovato per altri 15 anni tra il presidente del
Mandela Forum, Massimo Gramigni e il presidente della Nelson Mandela Fondation, Sello Hatang. La scelta di dedicare il nome del Palasport fiorentino al leader sudafricano, nasce dall’intento di
promuovere iniziative volte a rinnovare e diffondere quei valori universali da lui coraggiosamente
perseguiti: lotta all’apartheid e impegno per la liberazione dal disagio sociale.
Fedele negli anni alla sua mission, il Nelson Mandela Forum promuove iniziative ed eventi che - come ha sottolineato il suo presidente Gramigni - aspirano a fare della struttura un «luogo di divertimento che deve anche servire per riflettere su questi principi», che tiene alta l’attenzione su temi quali la lotta a ogni razzismo, l’accoglienza e la tolleranza. In questo connubio di ideali, I Colloqui Fiorentini, rappresentano un ambito privilegiato di confronto tra docenti e studenti, uno spazio nella scuola italiana dove si possono porre senza paura questi temi. 

 

 I Colloqui Fiorentini sono stati l’unico momento della
mia vita in cui mi sono sentito totalmente libero.
 

Con queste parole uno studente ci ha raccontato la sua esperienza al convegno fiorentino e non si era mai trovato a vivere un’esperienza di prigionia fisica, come invece dovette patire per ventisette anni Nelson Mandela. Ma il grande attivista sudafricano sapeva bene che la vera schiavitù è proprio quella dell’anima, determinata spesso dalla mancanza di educazione e istruzione.

XVII edizione
I Colloqui Fiorentini – Nihil Alienum